Longir (Pareti di) cima SE quota 2701m, l’ultimo dei Mohicani

Longir (Pareti di) cima SE quota 2701m, l’ultimo dei Mohicani
La gita
abo
4 21/04/2026
Accesso stradale
Si può partire sia da Villanova (più breve ma più dislivello) che dal divieto (più lungo ma 100m di dislivello in meno)

Avvicinamento pulito fino alle Barricate, dove il traverso si presenta innevato e tracciato (neve portante, solo un po’ più sfondosa nel bosco). Una volta nel vallone la parte bassa del canale è abbastanza evidente (soprattutto con una foto) a sx del ghiaccio di Rigabianca, a oggi è presente una valanga nella conoide che però non dà fastidio (anzi) e permette di salire rapidamente fino al “crux” dell’itinerario: il tratto girato in pieno Est, visibile solo e unicamente dalla cima del Barant, da cui pare una “riga” che taglia la parete e che porta alla cengia sospesa. In realtà la “riga” è stretta ma non come parrebbe, si sale comodamente su neve rigolata, con la quinta rocciosa a fare da cornice, bellissimo! Appena finito questo tratto (breve tratto a 55°, poi 50°) si esce sul traverso verso sx che permette di andare ad agganciare il canale superiore: anche questo tratto (tante volte fotografato e osservato) da lontano sembrava delicato e sospeso, in realtà è una bella rampa con poca contropendenza, si sale bene e senza troppa expo. 2m di roccia facilissima (eventuale ghiaccetto) portano nel canale superiore, tutto in neve portante ottima da salire e sicura per le picche. Il canale sale tranquillo sui 42-45° andandosi via via a raddrizzare fino alla cornice, poco sporgente e solo una decina di gradi più ripida del resto, appena fuori un Monviso gigante è lì ad osservarci. Discesa tranquilla senza ramponi verso Fiunira, quindi proseguendo in cresta si arriva fino ad un risalto ripido a picco del Colle della Croce, conviene passare prima a dx e poi con un traverso esposto tornare verso sx fino a raggiungere i nevai sopra il colle, da lì non resta che seguire il sentiero ancora innevato verso il Pra (neve portante esposta a Nord). Dai 1900 il sentiero diventa pulito e si scende comodamente al Jervis.
Contare almeno 6h per la gita (se si conosce il posto, altrimenti anche di più) di cui circa 2h30 di avvicinamento dal park superiore fino alla conoide (eventualmente accorciabile andando in bici fino al Pra, strada completamente pulita fino al Pis, da lì in su brevissimi residui di valanga tagliati). Quindi un’altra 1h30 per il canale (che si sale tranquillamente slegati con 2 picche), noi siamo usciti in cima poco prima delle 9:30, direi di non attardarsi molto oltre con queste T.

Linea misteriosa e sinuosa, difficile da valutare da lontano anche se non tecnicamente difficile. Ambiente bellissimo, certo non è il Bianco, è solo il vallone dell’Urina ma è l’alpinismo classico, quello crudo, quello d’antan che ti fa scorgere quella linea che finisce diretta in cima e allora cerchi di collegarla e portarla in qualche modo fino alla conoide. Si passerà? Ci sarà ghiaccio? Ci sarà roccia? Ci sarà ancora neve? Il bello di questo genere di “avventure” a km 0. Un ringraziamento doveroso al socio, che in cima si illude (povero ingenuo) di aver finito le sfacchinate su da ste culere marce della val Lumiere: ce ne saranno altre, ancora più sbattoni, ancora più inculate, questo era solo l’ultimo dei miei-canali, ops Mohicani.

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