Davvero lunga l’escursione, ma ne vale la pena. Non incontrata anima viva (solo una marmotta all’inizio). Il passaggio per la discesa dal Colle di Bassa Serra all’(ex) Ghiacciaio di Chavannes è piuttosto delicato e strapiombante (improvviso panico di Tognazzi, che riesce a proseguire soltanto with the little help of his friends…). Meraviglioso, complice la limpidissima giornata, il panorama dalla vetta: un vero peccato aver dimenticato la macchina fotografica a casa!
Qualche nota tecnica: benché sulle cartine sia segnato come presente fino ad est del Colle di Bassa Serra, il Ghiacciaio di Chavannes non esiste più; la Punta Lechaud è oggi completamente circondata da un mare di sfasciumi, tanto che siamo saliti sulla vetta senza calpestare neppure un cmq di ghiaccio; rimangono invece alcune chiazze crepacciate del Ghiacciaio del Breuil, subito a N della Punta Miravidi.
La scomparsa del ghiacciaio rende effettivamente più breve (e più facile, evitando il tratto esposto dopo il Colle di Bassa Serra) il percorso, suggerito dalla relazione (e da noi seguito al ritorno), immediatamente dopo aver doppiato il colle che segue l’alpe Le Grotti; così facendo, tuttavia, ci si priva dell’improvvisa e magnifica visuale che dal colle stesso si gode sull’alto Vallone di Chavennes e sul gruppo del Bianco.