Solo residue lingue di neve lambiscono l’attacco e la parte alta della via del ritorno, quindi percorso tutto pulito. Ghette e picca sono rimasti nello zaino. Impiegato ore 2:45 cercando di salirla dignitosamente ovvero toccando meno possibile cavo e ferri. Ad eccezione della prima parte già attrezzata ma poco interessante, che si può considerare ancora avvicinamento, è una ferrata costruita in modo intelligente che invoglia il contatto con la roccia, caratteristica che insieme alla notevole panoramicità, la rende tra le migliori che conosco, come per es. la Monte Grona. Ci sono alcuni gradini piegati dalle scariche ed il cavo mostra una guaina, ove presente, assai usurata e qualche trefolo nella parte bassa nonostante gli interventi col nastro. Segnaletica un po’ carente. Lunga pausa in cima dove incontro 2 + 1 francesi saliti dalla ferrata e qualche escursionista salito dal sentiero usato per scendere. Prima ferrata della giornata, proseguito poi con quella di Ailefroide nel pomeriggio tanto per dare una prima sgrossatura alla zona.