Lausfer (Testa Auta del) Don Gino

Lausfer (Testa Auta del) Don Gino

Dettagli
Altitudine (m)
2340
Dislivello avvicinamento (m)
435
Sviluppo arrampicata (m)
250
Esposizione
Nord-Ovest
Grado massimo
5a
Difficoltà obbligatoria
3

Località di partenza Punti d'appoggio
posto tappa GTA del Santuario di S. Anna

Avvicinamento
dal Santuario di S. Anna prendere e seguire il sentiero che porta al passo Tesina 2400 m (verso il lago di S. Anna). Raggiunto il passo, valicarlo e continuare sulla strada militare fino alla base di un evidente sperone che cade fin sulla strada (primo spit).
Note
Via attrezzata a fix alle soste e sui tiri, utili ma non strettamente necessari alcuni friend medio/piccoli e qualche nut.
Descrizione

L1: si attacca lo sperone su belle placche compatte, e per successivi saltini e fessure si giunge su comodo terrazzino, 4c, 40 m S1.
L2: si continua su placca abbattuta, e superato un tratto più verticale si raggiunge un terrazzino alla base di una cresta dove si sosta comodamente, 4c, 35 m S2.
L3: si prosegue su cresta con divertente arrampicata fino a sostare dove la cresta diventa più affilata, 4b, 35 m S3.
L4: seguire la cresta qui più stretta e raggiungere un comodo punto di sosta nel punto in cui diventa orrizontale, 4a, 40 m S4.
L5: traversare l’affilata cresta orizzontale fino ad un grande terrazzo erboso, da un masso con cordone posto sotto la soprastante parete, scendere a dx qualche metro e traversare su stretta rampa sempre verso dx fino alla sosta sotto un’evidente e compatta placca verticale, 4b, 30 m S5.
L6: salire la bella placca tecnica fino ad un comodo terrazzo, 5a, 30 mS6.
L7: dalla sosta salire il muro fessurato a sx, e superato un diedrino con rocce rotte, si raggiunge la parte finale della via su parete abbattuta, 4a/b, 40 m S7.
dall’ultima sosta continuare su facile cresta per ca 50 m fino alla vetta.
Discesa: dalla vetta scendere e seguire (tracce) stando un poco al di sotto la cresta Ovest (a dx) fino al passo Saboulè e da qui riprendere a ritroso l’itinerario dell’avvicinamento che seguito a ritroso riporta alla base dello sperone prima e continuando al Santuario di S. Anna.

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Storico:
Via aperta tra Giugno e Luglio 2005 da Danilo Collino, Ezio Camisassa, Katya Fea e Luca Tranchero, e dedicata al parroco di Levaldigi don Giobergia, caduto sul Monte Gelas nell'Agosto 2001.
Bibliografia:
Alpi Doc n. 59
mahler
11.10.2019
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