- Accesso stradale
- ok
- Osservazioni
- Nessuno
- Quota neve m
- 1300
.
Gita in compagnia di Robi-B.O.B.-Garnero, Manuel e Fabio. Ieri con Alain e Manuel oltre a Robi saliamo l’Eternit con l’idea di scenderlo. Poi Alain propone una discesa dal versante ENE. Essendo improvvisata, la linea risulterà un pò complessa…da perfezionare forse sul lato dx…
Ma qualcuno dimentica la picca al colletto e io mi offro di accompagnarlo. L’indomani oltre a B.O.B. lo smemorato, ci sono Fabio e Manuel. Saliamo al Talarico, illuminata dal sole, osserviamo attentamente la parete. Lo scorso anno ci era “balenata” una linea compresa tra Eternit e Canale NE Panieris, praticamente in piena parete. Poi altri progetti ebbero la precedenza…magari oggi si potrebbe fare…a ogni modo un bel Eternit c’è a garanzia di una buona sciata.
Saliamo finalmente con un pò di luce solare, che in questo canale è spesso merce rara. I “tre-tra-t-tori” sono in vetta a mangiare e chiaccherare quando finalmente li raggiungo. Dalla “vetta” lo spettacolo è garantito. Foto varie e assortite e siamo pronti per scendere…la parete. Ci ispira e la discesa di ieri è stata “propedeutica”:questa volta abbiamo qualche foto e da sotto abbiamo preso dei riferimenti utili a non perderci nel labirinto sottostante. La parte alta è spaziale: sei sopra il Talarico e vedi laggiù sullo sfondo, la strada del colle. Neve “a posto” e tra un canale e un pendio raggiungiamo il colatoio che attraversiamo a sinistra raggiungendo una spalla. Da lì si sci-vola dentro al canale, bello e sostenuto. Pinnacoli gialli e “puppe” innevate, delimitando il percorso, ci indicano la strada. Ci alterniamo in discesa. La luce azzurra, riflesso del cielo, è avvolgente e ti lascia una sorta di tranquillità interna. Siamo quasi al fondo e ho un’incertezza. Robi mi raggiunge e foto alla mano va a sinistra e, percorrendo un tratto molto ripido ed esposto, si porta al di fuori della parete. Lo seguiamo e ora, possiamo stringerci le mani e lasciandoci andare liberi “corriamo” sull’immenso conoide dove ci attende una neve a dir poco spaziale: farina “elastica” cioè quella che quando spingi a sua volta ti spinge verso l’alto…”che roba!” (cit.)
Finita l’orgia sciistica siamo al Talarico, poi un pò di “spingispingi” e finale in stradina simil-ghiacciata omolgata per fratture alla spalla.
Finale da Giova con una dissetante birra.
Du bon ski…