Labby (Pointe de) Arete du Soleil

Labby (Pointe de) Arete du Soleil
La gita
abo
4 01/08/2024
Accesso stradale
Park abbondante a Plan d'Amont

Partenza alle 4:45 da Plan d’Amont su sentiero scivoloso e bagnaticcio dopo il temporale della notte. Salita ai rifugi veloce e sentiero per il Lac du Genepy evidente. Dal lago noi abbiamo seguito il percorso in descrizione (qualche nevaio comodo per salire da q. 3000m), ma è anche possibile salire più a sx in modo più diretto aggirando il lago. Neve continua dal pianoro q. 3100m, morbida e che non ha richiesto l’uso dei ramponi fino al colle. Ghiacciaio Mahure ben chiuso e su buona neve a “onduline”, terminale con labbro un po’ sottile ma ancora buona. Il pendio per raggiungere il passo del Rosoire è abbastanza un lerciume come mi aspettavo, tante pietre su placche lisce e limo glaciale, per fortuna è breve. Noi abbiamo attaccato la cresta esattamente 4h dopo la nostra partenza (il dislivello non è estremo ma lo spostamento non è banale e il cambio d’assetto fa perdere un po’ di tempo). La cresta inizia soft e su roccia molto segnata dai ramponi, quindi quando non si scorge il fix ci si lascia guidare dalle grattate. Molti i fix in via, tutti ben posizionati, così come tante fettucce, chiodi ecc. Insomma, salvo i rinvii e il materiale da calata, non c’è da prendere molto altro. Attenzione solo alla seconda sosta di calata, il tassello del fix basso ha completamente spanato la roccia (forse converrebbe mettere un cordino nel fix sopra e poi calarsi da quello). La roccia nel complesso è sempre buona tranne che nei pressi del crollo del 2018, lì si scala proprio un po’ sui piatti (e polverino scivoloso). I passaggi più divertenti sono sicuramente il diedro di IV (peccato sia breve!), il camino e la risalita alla 3° punta con la placca e il muro verticale a liste di quarzo. La cresta si presenta discretamente esposta solo a tratti. Discesa su sfasciume facile e un po’ noioso fino al ghiacciaio, che si attraversa in leggera discesa su neve (ramponi non più necessari, al max una picca). All’auto alle 14:30 sfruttando un po’ di comodi nevai in discesa, sentieri lisci e scorrevoli dal lago in giù che non fanno percepire i quasi 20km di giro.

Bella cresta all’altezza delle aspettative e giustamente una classica della zona: c’è davvero tutto quel che serve per divertirsi, approccio su ghiacciaio, passaggi esposti, passaggi in cui si scala, calate. Insomma una piacevole scoperta, anche se di “soleil” oggi se n’è visto proprio poco (cresta fatta tutta coi guanti). In alternato con Gianmario, stoico nonostante la notte insonne in tenda alla diga sotto il temporale.

Link copiato