Jervis Guglielmo (Rifugio) da Chiapili di Sotto

Jervis Guglielmo (Rifugio) da Chiapili di Sotto
La gita
Accesso stradale
Ottimo
Osservazioni
Nessuno
Neve (parte superiore gita)
Polverosa
Neve (parte inferiore gita)
Polverosa pesante
Quota neve m
1500
Equipaggiamento
Scialpinistica

Il triangolo magico del Canavese ci ha accolto con la sua tipica atmosfera invernale: cielo grigio, umidità ai livelli di una foresta pluviale e visibilità ridotta al minimo per via delle nubi basse. Partenza comoda alle 9:30 dal piazzale, senza fretta, da “Sniür”.
La nevicata del giorno prima aveva regalato 20 cm di neve fresca, un dono apprezzato in vetta dove la polvere rendeva il paesaggio fiabesco. Tuttavia, scendendo, l’aumento delle temperature trasformava la neve in una consistenza più umida e pesante, ma sempre ben sciabile.

Giunti in punta, parte la mia “ideona”: scendere dal versante della Mua, perché sì, l’avevo già fatto e me lo ricordavo benissimo. Il problema? Me lo ricordavo male. Fiducioso come un vecchio lupo di montagna, guido il gruppo giù per una via leggermente… troppo bassa. Ci seguono altri quattro skialper, ignari della mia dote speciale nel trasformare una normale discesa in un’escursione esplorativa con annessa ravanata.

A un certo punto, il sospetto s’insinua: “Raga, non è che forse stiamo scendendo un po’ troppo?” Segue rapido controllo GPS e conferma: siamo dove non dovremmo essere. Morale della favola? Rapida ripellata per evitare di finire in un torrente, risate generali e promesse di controllare meglio la prossima volta.

Ma in fondo, sono un sognatore mica una guida.

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