Bellissima gita in ambiente selvaggio. Il primo pezzo della salita, come da descrizione è un po’ noioso e monotono poiché si sale su piste da sci. Utile avere a portata di mano la traccia, poiché il sentiero che dalle piste porta al col de thuiles è coperto da vegetazione e non è sempre ben visibile e si rischia di allungare.
Dal colle l’escursione diventa molto bella, in ambienti selvaggi e dolomitici. Impossibile sbagliare seguendo gli abbondanti segni gialli e ometti sulla via. Alla data della gita resistono un paio di nevai da attraversare poco prima della cima. Salita la vetta principale, bellissimo panorama e suggestivo il baratro, ho salito anche la cima sud per cresta. Questa è aerea ed esposta, non consigliata a chi soffre l’esposizione e vertigini, nei punti chiave la roccia e solida e ben appigliata. Se si fa attenzione non si scarica nulla al di sotto.
Per la discesa ho effettuato un anello per Lou Chiminet che consiglio: si tratta di un canalino non segnalato da alcun cartello (vedi traccia caricata), che scende tra pareti e torrioni (utili ramponi a inizio stagione), fino a intercettare alcuni ometti che portano su sentiero. Seguendo quest’ultimo si percorre un traverso su ghiaioni sotto le imponenti pareti della Grande Séolane fino a tornare al col de Thuiles per poi scendere nuovamente dalle piste da sci come all’andata.
Per la salita ad entrambe le vette ed effettuando la discesa per il canalino sono 1300 di dislivello e 15km circa.
Gita bellissima, montagna solitaria che non passa inosservata scendendo verso barcelonnette. Salendo in macchina verso l’attacco qualche scorcio mi ha ricordato una sorta di Half Dome.