- Accesso stradale
- Ottimo
Tutto in ordine, ovviamente senza nessun presenza di ghiaccio e residuo di neve… Alcune precisazioni (a mio avviso):
– Cresta Chenalette e Drone eccessivamente attrezzato… cmq. si può evitare di utilizzare le catene e scalette e andarsi trovare un po’ di difficoltà (mai eccessive). Attrezzatura utile in caso di neve e ghiaccetto in tal caso prevedere un paio di ramponcini (consigliati vista la presenza di numerosi tratti a Nord e i venti freddi che arrivano dal Gruppo del Bianco
– Caschetto utile in presenza soprattutto di altri escursionisti, imbrago e longe solo in caso di condizioni del percorso non ottimali (neve, ghiaccio) kit ferrata assolutamente no.
– Dal Col Fonteinte vi è una bella traccia soprattutto a scendere dalla Tete de La Fonteinte dove una traccia permette di non attraversare la pietraia calcarea
– Dalla Tete de la Fenetre il percorso diventa leggermente più impegnativo ed interessante soprattutto nel passaggio delle placchette dell’antecima del Fourchon (sconsigliate se bagnate, ecc.)
– Al ritorno essendo tornato dalla via di andata scendendo dal col de la Fonteinte ho fatto il sentiero (che ho ridenominato “sentiero del tubo dell’acqua”, la cui presenza che lo caratterizza nell’utima parte) e che taglia circa 100 di metri (poco o meno) sopra la strada che un po’ balcone e con tratti attrezzati cavo d’acciaio tagliente e un passaggio un po’ fisico… e una piccola pietraia a grossi blocchi, passa sopra la strada e permette con breve risalita nei pressi della Statua di San Bernardo di non toccare mai la strada e arrivare all’Ospizio dove avevo parcheggiato (variante sconsigliata in presenza di neve… e possibilità di una due discese “dirette” sulla strada
Due note dolenti: Purtroppo proprio mentre affrontavo le placchette dell’antecima sono dovuto tornare indietro, perché avevo smarrito il cellulare e peregrinando più volte su e giù e per fortuna ritrovato poco prima della Tete de a Fonteinte e per questo sceso dall’omonimo colle e fatto il sentiero alto
– altra nota dolente il traffico esagerato che penalizza la prima parte di salita e l’ultima di di discesa mentre dalla Tete Fenetre in poi il vallone è più nascosto ed è decisamente più al riparo dei rumori molesti
– Tuttavia gran bella gita panoramicissima da fare con meteo ottimo (sconsigliabile con tempo variabile o bruttino: non ne vale assolutamente la pena) con poche velleità alpinistiche, ma di grande soddisfazione escursionistica, assolutamente non breve, ma ben tracciata e sempre su terreno mai troppo difficile.
Come mi ero prefissato, giornata fresca grazie alla quota e a un vento leggero teso da Nord, ma non fastidioso, sotto i 2300/2200 decisamente caldo anomalo…