- Accesso stradale
- Sbarra di Chiapili di Sopra chiusa, che allunga notevolmente dislivello e soprattutto lo sviluppo
- Osservazioni
- Visto valanghe a pera esistenti
- Neve (parte superiore gita)
- Farinosa compatta
- Neve (parte inferiore gita)
- Bagnata
- Quota neve m
- 2000
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Volevamo (forse) concludere la stagione scialpinistica in bellezza e così, sotto consiglio del Leo, veniamo in questa zona, per noi praticamente sconosciuta.
Partenza alle 6, come da programma, da Chiapili di Sopra, dove abbiamo dormito comodamente in Kangu. Il meteo non promette bene, siamo sotto le nuvole ed è umidissimo. Al parcheggio c’è solo un’altra auto, arrivata poco prima: ci chiediamo se abbiamo fatto una buona scelta di gita noi che siamo andati dove non c’è nessuno, o se avremmo dovuto guardare meglio il meteo. Sci in spalla, procediamo spediti, seguendo la strada, ad eccezione di qualche taglio, fino a sotto la diga. Qui mettiamo gli sci e iniziamo a percorrere la sponda sinistra (orografica) del lago: in fretta ci accorgiamo che non si riesce a continuare sci ai piedi, visto che la neve è presente solo per alcune lingue, interrotte da pietraie (l’altro lato del lago risulta essere invece ancora continuo, ma probabilmente si allunga ulteriormente il percorso). Almeno però sbuchiamo fuori dalle nuvole e inziamo a goderci il fantastico panorama sul Gran Paradiso che ci accompagnerà per tutta la salita. Al canale del rifugio Pian della Ballotta troviamo neve già bella cotta, nonostante fossero le 8 e qualcosa, che però ci permette di salire sci in spalla ma senza ramponi. Proseguiamo velocemente su neve a tratti duretta, a tratti già papposa (variabilità pazzesca a seconda dell’esposizione), fino alla seconda strettoia, fattibile anche sci ai piedi, come ci dimostra Ciac. Io e Jack preferiamo optare per un ennesimo cambio di assetto. Da qui Passo della Vacca e finalmente ci troviamo sotto la parete: a vederla da davanti fa una certa impressione, ma inziamo a salirla con gli sci e ci rendiamo conto che la neve è buona e non è troppo ripida. A circa metà, mettiamo i ramponi e inziamo a salirla prima dritti e poi traversando leggermente verso destra. Ci diamo i cambi su una neve che tiene bene ma in cui si sprofonda, per cui comunque faticosa. L’ultimo tratto lo fa Ciac, che ha deciso che la picca serve solo ad abbellire lo zaino e non l’ha mai tirata fuori, e dopo qualche tribolazione, usciamo in cresta. Da lì, affaticati, arriviamo in vetta passando da vari tratti totalmente spelati (impossible scendere direttamente dalla vetta sciando). In cima (arrivati verso le 11.30/12) panorama magnifico che ci godiamo per qualche minuto, poi giù fino a raggiungere l’ingresso in parete: io sono molto titubante, ma alla fine mi faccio convincere a sciarla! Va per primo Jack: supera con convinzione il saltino di ingresso e fa le prime curve. Poi tocca a me, che dopo lunghe esitazioni, riesco a fare la prima e poi pian piano arrivo in fondo alla parete. Ciac infine scende gasato e senza problemi. Ci tocca quindi una lunga scalettata per raggiungere il Col d’Oin (non si riesce a raggiungere direttamente prendendo lo slancio dalla parete). Da lì discesa per il vallone del Carro, che tra la neve marcia dei pendii superiori, che hanno preso sole tutto il giorno, e del piattone finale, che non aveva rigelato la notte per via della copertura delle nuvole, riusciamo a goderci qualche bella curvetta su neve trasformata. Si arriva con gli sci fino al ponticello da cui si risale sulla strada asfalta, che seguiamo, nuovamente sci in spalla, fino alla macchina: qui ad accoglierci, troviamo un branco di stambecchi e orde di gente intenti a fotografarli. Dopodiché, ottimo pranzetto e partita a formula1, per goderci il bel sole che è uscito prima di tornare a casa.
Cinque stelle nonostante la neve non fosse un granché, perché merita davvero!!
Bellissimo giro di grande impegno e soddisfazione: almeno 1700d+ e quasi una 20ina di km di sviluppo, ma soprattutto la nostra prima OSA! Un saluto ai due scialpinisti solitari con cui abbiamo condiviso la salita della parete.
Grazie a Leo per il consiglio e a Ciac e Jack per la solita ottima compagnia e per la capacità di spronarmi e spingermi un po’ più in là ogni volta! Giornata grandiosa in un posto magnifico!