- Accesso stradale
- arrivati in auto fino al bivio di quota 2160 sulla SS D505
In barba alle tante rinunce e ai tanti che non sono nemmeno partiti per via delle previsioni meteo che preannunciavano piogge e nevicate a bassa quota già dal primo pomeriggio..io consultando MeteoFrance anche la sera prima di partire avevo visto che nel Queyras c’era la possibilità di trovare mezza giornata di sole o comunque tempo discreto fino al pomeriggio. Solo in due abbiamo creduto a questa possibilità…e siamo partiti ! Siamo saliti dalla Valle Varaita, trovando il Colle dell’Agnello ancora aperto e raggiungendo il bivio di quota 2160 m. sulla statale D505. Siamo partiti con il cielo sereno e il sole (gli scettici e gli uccelli del malaugurio sono serviti !!). Sia il Queyras che la Valle Ubaye erano soleggiate e senza nuvole…Meteofrance non ha toppato quindi ! Abbiamo seguito la stradina sterrata fino alla Bergerie di quota 2365 m. e poi per pendii erbosi e una rampa detritica siamo giunti all’avvallamento erboso di quota 2700 m. con ometto. Poi, tenendo in considerazione la descrizione fatta e il suggerimento di Giada, ci siamo tenuti sulla destra del ripido versante SE del Grand Queyras, salendo su sfasciumi, qualche placca e facili rocce seguendo alcuni ometti presenti (io ne aggiunto diversi per facilitare la scelta del percorso da seguire) fino a raggiungere la cresta. Fin qui tutto pulito e asciutto senza ombra di neve. Dopo aver salito il primo tratto di cresta tra facili roccette..abbiamo visto anticima e vetta con la parte alta della cresta tutta innevata. Questo è stato il tratto più interessante e divertente della salita ! Calzati i ramponi e messo mano alla picca ci siamo avviati, seguendo gli ometti, a tratti sul lato sinistro appena sotto il filo e poi sul filo fino a raggiungere l’ometto della cima. Bellissimo l’ultimo tratto, anche se da fare con attenzione perchè è sempre esposto e può essere delicato con verglas e neve non assestata ! Nelle condizioni attuali non è affatto un itinerario EE ma un F+ ci sta tutto. Il finale alpinistico ha reso più piacevole questa bella gita…la ciliegina sulla torta ! Dalla cima poi siamo riusciti a goderci un panorama notevole, anche se iniziava ad apparire qualche nuvola sia dal lato Queyras che dal versante italiano. Lo sguardo ha spaziato tra i vicini Pan di Zucchero, Rocca Rossa, al Gruppo del Viso, Mongioia e Salza, Pic de Rochebrune, Pic de la Foncte Sancte, Gruppo dello Chambeyron, Sirac, il più lontano Gruppo del Pelvoux e gli Ecrins. Siamo rimasti in vetta per circa un’ora, poi ci siamo avviati in discesa…dato il cielo stava diventando grigio e minaccioso. Comunque ha tenuto bene fino alle 15,00 poi è iniziato a fioccare, e non ha più smesso. Siamo scesi nell’ultima parte quindi sotto una fitta nevicata, ma non ci ha creato problemi. Oggi qui eravamo presenti solamente noi due, nessun altro…oggi italiani e francesi non si sono mossi molto evidentemente ! Ho visto solo una persona in vetta al Pic de Foreant e nessun altro. Sia il Grand Queyras che il Pic de Foreant si prestano decisamente bene per delle interessanti escursioni anche fuori stagione, non sono gite lunghe e/o faticose e offrono panorami davvero superlativi oltre ad un contesto ambientale davvero piacevole…fateci un pensierino sopra !
Ho trascorso un bella giornata nel Queyras e fatto questa bella gita in compagnia di Maria Carla P. del CAI Ligure di Genova, che si è mossa senza problemi e ansie anche nella cresta innevata finale. Ottima la sua compagnia !