Ritorno sui miei passi 8 anni dopo la prima gita.
Il ricordo di una traversta stupenda si è riconcretizzato.
Saliti da Valnontey al bivacco Money (sui pendii erbosi prima della morena finale, si devono attraversare due frane detritiche cadute di recente lunghe almeno 300m e larghe almeno cinquanta!!),
che troviamo in ordine.
Rifornimento d’acqua nel canale che scende dalle Patri’ un po’ problematico causa gelo che ha quasi asciugato il torrentello
(segnalo la tanica crepata al fondo che gocciola un poco).
Serata trascorsa ad osservare l’infinito tramonto circondati da stambecchi al pascolo.
Il mattino seguente, sotto un cielo stellato con temperature particolarmente rigide, ci portiamo all’attacco del ghiacciaio che si presenta molto aperto e coperto dalle recenti nevicate (neve durissima e portante). Con qualche aggiramento e passaggio su solidi ponti di ghiaccio, circumnavighiamo la base della cresta Paganini e siamo alla base del canale del Gran San Pietro.
La terminale è chiusa al centro e ci permette una rapida salita su neve perfetta al colle. Qui ci accoglie un insistente vento gelido che complica un poco la salita. Solito passaggio faticoso del camino con masso incastrato (lasciato cordino per doppia su solido roccione, quello in loco credo sia sommerso nella neve che qui è particolarmente alta). Ultimo tratto di arrampiacata su rocce innevate e divertenti. Breve sosta in vetta ad ammirare il panorama perfetto.
Discesa al colle e poi fedelissimi sul filo fino sulla Sant Andrea (rocce e paretine innevate, ma qualità della roccia sempre eccellente: arrampicata divertente e di soddisfazione).
Tagliata la Sant Orso, discendiamo lungo il ripido versante Nord della stessa puntando al dito degli apostoli (unica sezione della parete senza vistose crepe).
Dal colle del dito degli Apostoli ci si puo’ rilassare.
Gita assolutamente consigliabile,
salita veramente varia e completa.
Nelle condizioni odierne, con le creste molto innevate, le difficoltà aumentano sensibilmente.
Ringrazio Simone,
solido compagno di avventura.
Alla prossima,
Lore