Gran Queyron e Cima Frappier dalla Valle Argentera

Gran Queyron e Cima Frappier dalla Valle Argentera
La gita
ste_6962
3 20/09/2009
Accesso stradale
arrivati in auto (fuoristrada) fino all'Alpeggio Gran Miol

E’ stata una piacevole escursione, con partenza dall’Alpe del Gran Miol (raggiunto in auto, grazie al Terios di Massimo) purtroppo in una giornata grigia e nuvolosa che minacciava pioggia, abbiamo fatto l’accoppiata Cima Frappier – Gran Queyron. Siamo saliti dal Passo della Longia, salendo poi la Cima Frappier per cresta, e proseguendo in cresta siamo scesi al Passo Frappier e poi raggiunto la vetta del Gran Queyron, trovando neve sopra i 2700 metri, circa 30 centimetri, ma calpestabile senza dover usare i ramponi. C’era qualche tratto di facili roccette coperte di neve, ma si superavano senza particolari problemi. Dalle 2 vette purtroppo non siamo riusciti a vedere quasi niente per la copertura nuvolosa e la nebbia, sia in Val Chisone che in Valle Argentiera, a tratti un leggero nevischio faceva presagire il peggioramento previsto nel tardo pomeriggio. L’unico rammarico della giornata era il tempo incerto, ma lo sapevamo che non avremmo avuto sole e cielo sereno….il meteo parlava chiaro e minacciava pioggia nel pomeriggio. La soddisfazione è quindi parziale, per aver salito le due cime ma purtroppo non siamo riusciti a vedere nulla o quasi..! Per questo la mia valutazione della gita fatta è bassa e l’ho valutata con le 3 stelle. Come immaginavo eravamo gli unici presenti su queste 2 cime e in tutto il vallone, non abbiamo incontrato nessuno. E’ andata bene, nonostante il meteo poco incoraggiante, essere riusciti a salire entrambe le cime. A mio avviso in presenza di neve la traversata Frappier-Queyron è valutabile EE/F e non E come ho letto su alcune guide. Infine, un suggerimento, se non avete un fuoristrada oppure un’auto con l’assetto alto…non conviene provare a fare la ripida e sconnessa stradina che raggiunge l’alpeggio del Gran Miol.

Gita fatta in compagnia degli amici Davide I. del CAI Ligure Genova e di Massimo M. del CAI Savigliano

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