Gran Paradiso da Pravieux per il Rifugio Chabod

Gran Paradiso da Pravieux per il Rifugio Chabod
La gita
marcestonex
4 21/06/2021
Accesso stradale
Parcheggio enorme e gratuito all'inizio del sentiero

Al mattino sveglia alle 3.30 e colazione (personale del rifugio già sveglio a fare il caffè!!), partenza alle 4 con temperature già fin troppo calde per l’ora e la quota. Fortunatamente, dopo un’oretta o forse meno di cammino, mettiamo piede sul ghiacciaio che è in ottime condizioni per quanto riguarda la tenuta: non si sprofonda praticamente mai, e la traccia è sempre ben battuta eccetto l’ultimo pezzo per arrivare alla Schiena d’Asino. Bisogna fare molta attenzione ad attraversare un 10/12 crepacci in totale: quasi tutti erano buoni anche a rientro, ma i primi 3 incontrati a salire erano veramente marci durante la discesa e ci hanno costretto a fare una nuova traccia più sicura (siamo stati gli unici a scendere di qua); in ogni caso, abbiamo avvisato il rifugio di dire a chi sarebbe venuto nei giorni successivi a seguire un’altra traccia proprio per evitarli. Arrivati in vetta per le 9 tra i primi non abbiamo trovato coda, ma dalla quantità di cordate che abbiamo superato in discesa ce ne deve essere stata parecchia circa un’ora dopo che siano giunti noi. Rientro fino a Pravieux eterno, fortunatamente il sentiero che collega il Rifugio alle macchine è praticamente sempre fornito di provvidenziali tagli (alcuni un po’impervi) che permettono di recuperare 3/4 d’ora di discesa.

Partiti nel pomeriggio da Pravieux, abbiamo beccato un temporale con annessa grandinata a 20 min dal rifugio, ma fortunatamente un riparo naturale ci ha salvato dal lavaggio totale. Lo Chabod è veramente uno dei migliori rifugi in cui sia mai stato, dalla gentilezza e professionalità del personale alle ottime camere e servizi perfettamente puliti al buon cibo
che abbiamo mangiato alla sera. Solo in 9 al Rifugio, noi 2 più altre 2 cordate con guida.
Con la macchina da guerra Fra!
NOTA: Noi eravamo andati con l’intenzione di fare la Parete NO, ma ad oggi si presenta come uno scivolo di ghiaccio dall’inizio alla fine che richiede molta destrezza e sicuramente dei tiri di corda, occhio a chi avesse la nostra stessa idea perché non è affatto in condizioni ideali.

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