- Accesso stradale
- Park prima della sbarra sopra Balboutet
- Condizioni ghiaccio
- Abbondante
- Tipo ghiaccio
- Duro
- Quota neve m
- 1900
Avvicinamento pulito fino a Cerogne, quindi ottima traccia fino al pianoro e poco ghiaccio. Fin sotto il canale della cascata si cammina bene su poca neve, mentre la risalita del canale è abbastanza la galere: neve farinosa priva di fondo. Noi ci abbiamo messo un’ora e mezza ma con traccia o neve più portante si risparmia sicuramente un po’.
L1 presenta diverse croste fastidiose in partenza, quindi candela in ghiaccio durissimo, 90° secchi, nessun aggancio e pedalare. Una volta fuori non è finita, le pendenze diminuiscono di qualche grado ma c’è ancora tanto da battere. Sosta su viti bomba a sx. L2 in confronto a L1 sembra una passeggiata ma è ancora un buon 3+, con 2 passaggi dritti e ghiaccio migliore perché un po’ più toccato dal sole ma comunque duro duro.
Abbiamo attrezzato una sosta a 2 fix Petlz con maillon omologato e cordone proprio a sx dell’evidente larice storto: con 60m giusti si è alla base. Ad oggi sole 8:15-10:15 (abbastanza di traverso). La cascata si forma solo dopo autunni piovosi (c’è pochissimo flusso) e le condizioni del manto dei pendii soprastanti vanno tenute assolutamente in considerazione (problema che allo stato attuale non si pone).
Dopo averla guardata, sognata e fotografata per quasi 10 anni finalmente abbiamo avuto il coraggio di andarla a vedere da vicino.
Il grande Enrico Messina (che conosce e ha posato picca su tutto il ghiaccio della valle) qualche anno fa ci disse che secondo lui non era mai stata salita.
Sarà il ghiaccio in vetro-cemento ma personalmente ho fatto dei 4 di continuità più facili. Ai posteri conferme e smentite, alla fine che sia quel che sia: una prima, una seconda, una terza salita, un 4+, un 3+, una pettorampa, per noi è stata una piccola grande avventura sulle montagne di casa che ancora nel 2024 riescono a regalare delle piccole perle nascoste. Con Marco, stratega della ghisa.