- Accesso stradale
- Strada percorribile anche che con utilitaria andando piano. Non molti posti disponibili nei parcheggi alti, ci siamo fermati due tornanti sotto al pozzo piezometrico.
Il percorso è completamente pulito da neve e in condizioni ottimali. Confermo che l’unico tratto un po’ meno scorrevole è l’attraversamento del fronte franoso nel traverso sopra il Lago della Vecchia, che comunque è stato in parte migliorato dai gestori del rifugio ed è anche ben segnalato da bolli rossi e ometti. Superata questa sezione in circa 15′, poi il sentiero/traccia riprende e porta fino in cima con continuità (bolli e ometti numerosi). Il canalone detritico non è entusiasmante per il fondo detritico un po’ faticoso, ma si fa quota molto rapidamente e passa relativamente in fretta. Ultimi 50 metri sotto alla cima, dove ci si aiuta un po’ con le mani, più divertenti.
Discesa sulla via di salita, meno complicata del previsto e abbastanza veloce “surfando” sui detriti.
Tornato qui dopo 22 anni, questa volta in 2 giorni con pernottamento al Rifugio Avanza’ per spezzare la gita e poter salire anche con mio figlio Alberto di anni 9. Il rifugio è splendidamente gestito dai volontari della Proloco di Venus, molto gentili e disponibili. Bisogna cucinare autonomamente i pasti, ma c’è il servizio minibar e si può acquistare il cibo in loco. La struttura è assai confortevole e c’è anche l’acqua calda, che in rifugi più blasonati ti fanno pagare cara. Un rifugio ancora a misura di famiglia, dove in 4 persone non bisogna spendere 250 €/notte, al “prezzo” di un minimo di intraprendenza e di sapersi arrangiare. Infatti oltre a nostri c’erano parecchi altri bambini e ragazzini. I luoghi sono poi incantevoli e si vedono anche tanti animali, in primis gli stambecchi che ogni sera arrivano vicino al rifugio. Inoltre la vista del Giusalet dal rifugio è spettacolare, sembra impossibile salire il canalone ricoperto di detriti, pare che venga giù tutto solo a guardarlo!
Un’esperienza che consiglio.