Foppiano, Parete dei Sospiri – Il Bacio della Morte

Foppiano, Parete dei Sospiri – Il Bacio della Morte

Dettagli
Altitudine (m)
725
Sviluppo arrampicata (m)
100
Esposizione
Est
Grado massimo
3
Difficoltà obbligatoria
3
Difficoltà artificiale (se pertinente)
a4

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
Soste sempre su 3 o 4 fix da 8 e 10 mm.

I gradi riportati sono quelli dati dai primi salitori, da paragonare alle altre vie artif in zona arco; rispetto a quelli di ceresole reale sono molto più morbidi.



Io ho usato 1 serie di friend fino al 2 (doppio qualche friend piccolo – nessun micro), 2 o 3 dadi piccoli/medi, 1 pecker grosso, 4 cliff reglette petzl (fategli la punta ancora più sottile!), altri 2 o 3 cliff x bat holes, 15 rinvii e moschettoni sciolti.

Consiglio vivamente di avere appresso un piantaspit manuale per rifare i fori in caso di rottura!



Da S3 si scende con 1 doppia da 50m, da S5 ci si alza nel prato e si torna alla macchina in 5 minuti.

Ad S3 libro di via, ma la via non è finita fino ad S4!



In estate la parete risulta troppo calda, a novembre è al sole dalle 7 alle 12.
Avvicinamento
Avvicinamento: Da Rovereto (TN) imboccare la strada provinciale 89 che sale lungo la sinistra orografica della Vallarsa seguendo le indicazioni per Matassone.

Dopo aver superato l’abitato di Albaredo e poco prima di raggiungere la piccola frazione di Foppiano, sulla destra si trova uno spiazzo;

subito dopo, sulla sinistra, si stacca una stradina asfaltata (poco visibile) contornata da un guardrail arrugginito che perde repentinamente

quota e che conduce, dopo un centinaio di metri, a un impianto di depurazione completamente recintato. Sulla destra, nel prato, è possibile

lasciare l’auto. Imboccare la strada a sinistra che scende (qui l’asfalto lascia il posto al cemento) e che dopo aver superato alcune coltivazioni

(e un pollaio) diviene sterrata. Continuare ignorando le varie diramazioni e raggiungere un’ampia radura (prato ben curato).

Attraversarlo e portarsi all’estremità destra dov’è presente un piccolo masso con un bollo giallo (visibile a fatica). Conviene indossare l’imbrago qui. Pochi metri più a destra una traccia tra gli alberi (che piega subito a sx!) permette di perdere velocemente quota e raggiungere alcune facili rocce. Scendere per cengette e roccette ripide ed esposte, un paio di ometti. Dopo pochi minuti la parete è ben visibile; continuare ad abbassarsi e superare un breve tratto attrezzato con una corda fissa (usare un discensore!). Al suo termine, traversare verso destra (viso a valle) lungo una facile ma molto esposta cengia e raggiungere una caratteristica grotta. Abbassarsi ancora per qualche metro lungo il canale terroso/fangoso con un’altra fissa e traversare verso destra (viso a valle) sino alla cengia basale. L’attacco è posto sotto la verticale del grande tetto (visibile il primo fix a pochi metri di altezza).



L’avvicinamento (in discesa) prende 20 minuti solo se sapete dove andare, se è la prima volta mettete in conto anche 1 ora. Non fatelo con sacchi pesanti, piuttosto fate 2 giri, è molto esposto.
Descrizione
  • L1: breve muretto facile in libera, due fix, serie di 4 bat holes e poi sosta, 15m, A3.
  • L2: fix, 5 bat holes, poi alterna fix e bat holes fino in sosta, 22m, A4.
  • L3: 2 bat holes, fix, lunga sequenza su friend, poi fix e friend fino in sosta, 28m, A3.
  • L4: 2 bat holes alternati a protezioni da piazzare, 4 fix, 4 bat holes in traverso e sosta, 20m, A3.
  • L5: 6 fix e sosta su alberi, 20m, A1e.
Proponi una modifica all'itinerario
scrivendo a redazione@gulliver.it
Storico:
per ora conta 1 ripetizione in cordata, 1 solitaria e qualche tentativo
ilcontevlad
01/11/2020
3 mesi fa
Link copiato