- Accesso stradale
- arrivati senza problemi al parcheggio sopra Saint Rhemy
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da rigelo portante
- Neve (parte inferiore gita)
- Crosta da rigelo non portante
- Quota neve m
- 1600
Dopo aver provato l’anno scorso ed essere stati respinti da una fitta nebbia e da una nevicata…abbiamo voluto ritornare nella zona del Gran San Bernardo ! A dire il vero la meta iniziale era la Tete de Fenetre, ma poi, cammin facendo, ci siamo ritrovati in cima alla Tete de Fonteinte sbagliando la parte finale del nostro itinerario di salita. Ma partiamo dall’inizio, siamo partiti dallo spiazzo sopra Saint Remy (quota 1700 m.) con la croce in legno dove si trova parcheggio (una sola auto oltre alla nostra). Inizialmente abbiamo seguito la strada fino al ponte, seguendo una vecchia traccia di scialpinisti e qualche ciaspolatore, poi siamo saliti lungo l’ampio sentiero che si snoda sotto il viadotto del traforo del Gran San Bernardo trovando neve di tutti i tipi, sia crostosa che bagnata e sfondosa, ma fortunatamente era presente una vecchia traccia e si riusciva a salire bene senza sfondare più del dovuto. Dal Plan d’Arc, invece di seguire tutto il percorso della strada (un po’ monotono secondo me) siamo saliti sui pendii di destra, con alcuni tratti abbastanza ripidi, su neve crostosa ma che in vari tratti reggeva poco il nostro passaggio, nella parte alta e prima di arrivare alla Casa Cantoniera la situazione migliorava e la neve diventava più compatta, potendo camminare su crosta portante. Fino alla Montagna Baus non abbiamo visto e/o incontrato nessuno, mentre dal Passo del Gran San Bernardo c’era una sorta di processione tra scialpinisti e ciaspolatori, quasi tutti diretti al Mont Fourchon. Qui, fidandoci troppo della carta IGC del Monte Bianco e toppando la scelta del pendio-canale da seguire ci siamo ritrovati sul ramo destro dalla Montagna Baus, salendo il valloncello che porta al Col de Fonteinte, con qualche tratto ripido e una pista tracciatissima, su neve portante e compatta. Prima del colle fa la sua comparsa il vento, con alcune raffiche fastidiose, ma senza crearci problemi di sorta. Salendo l’ampia dorsale e il crestone quasi pianeggiante siamo giunti dai due grandi ometti di pietre della cima….e davanti a noi si è aperto un panorama vastissimo e spettacolare…quasi tutte le cime della Valle d’Aosta, splendido in particolar modo il colpo d’occhio sul Gruppo del Bianco e delle Grandes Jorasses. Giornata spaziale e cielo sereno, visibilità perfetta, ci siamo trattenuti circa 40 minuti in cima per goderci ambiente e panorama davvero superlativi, poi siamo scesi seguendo fedelmente la traccia di salita, che nonostante la temperatura abbastanza elevata ha retto abbastanza bene, consentendoci di ritornare a Saint Remy senza faticare troppo (si sfondava in qualche tratto sui pendii che scendevano direttamente verso il Plan d’Arc, poi nessun problema fino al parcheggio. Anche se è nata per sbaglio devo dire che non siamo caduti male, anzi la meta e la cima salita ha pienamente soddisfatto tutti, e il gradimento è stato totale, non è cambiato niente tra salire la Fonteinte o la vicina Tete de Fenetre, tipo di salita e panorami del tutto simili. Ci stanno anche stavolta le 5 stelle come valutazione complessiva, siamo rimasti decisamente soddisfatti anche salendo una cima diversa da quella in programma. Oggi sono saliti diversi scialpinisti alla Fonteinte e solo io e Maurizio con le ciaspole.
Gita fatta in giornata da Genova, oggi gita combinata ciaspole + sci del Gruppo Camosci del CAI Ligure Genova, io e Maurizio (Maurizioweb) con le ciaspole e Luciano con gli sci. Davvero una gran bella uscita e in ottima compagnia, direi che ne è valsa la pena di ritornare nella zona del Gran San Bernardo…stavolta finalmente con il sole e un panorama spaziale! Sono tracciate le vie per la Tete de Fenetre e c’è una sorta di autostrada per il Foruchon se per caso vi venisse voglia di fare un salto da queste parti!