Gita in compagnia di Robi-B.O.B-Garnero. Da R. Meano il Ferra sembra a posto. Meteo incerto, ma si prova lo stesso…meglio del previsto e un cielo simil-azzurro si scorge sopra le nostre teste. La visibilità è buona e allora si sale. L’avvicinamento un pò articolato della parte iniziale del valloncello, diventa poi più scorrevole e veloce se si segue il tracciato del sentiero. Nonostante ci sia già stato, la porta di accesso alla parete rimane celata sino a quando…non si chiede permesso e si entra. Le due rampe sono in buone cundi e allora con cautela saliamo, consapevoli che il vento potrebbe avere generato perniciosi accumuli e che, in questa parete, si formano con una certa facilità. Zigzaghiamo tra le rocce e infatti ogni tanto una mini gonfia ci si para innanzi. Quando si può la si evita, quando no la si bonifica rompendola lentamente. Ma nel complesso la parete è buona. Robi è un trattore 16WD io non riesco a stare dietro nonostante sia in traccia…vabbè amaro destino…il suo! Io parassito allegramente e barcollando lo raggiungo in vetta. Lui è già al dessert…io riprendo fiato. Ci godiamo la luce novembrina e un tagliente vento…ci rompe un pò le scatole. Siamo pronti a scendere, dalla croce ci dirigiamo alla sx e poi a vista cerchiamo i passaggi migliori. Scendiamo molto lentamente, senza fretta, pigramente come un pomeriggio di fine autunno. Siamo in totale sintonia con il ritmo della stagione…riflessiva, come la sequenza di curve che ci riporta alle rampe, dove lasciamo andare gli sci godendo del dolce dondolio che la neve ci restituisce a ogni nostro affondo. Per bob oggi la neve è “imbarazzante” tanto è bella…concord e come un mirage plano in fondo alla conoide. Ci siamo e ci voltiamo ad ammirare la “creatura” di A. Skeno. Il mistero del Ferra l’ha decifrato lui. Ancora una volta, ancora una sua firma..il segno della lama…l’ultimo samurai…
du bon ski