Ecrins (Barre des) Cresta NE

Ecrins (Barre des) Cresta NE
La gita
gicco
5 23/06/2026
Accesso stradale
In macchina fino a Pres de Madame Carle, rifugio 53 euro mezza pensione per soci CAI.

Due cordate da 2 persone, partiamo dal Refuge Des Ecrins alle 3.40 non ancora certi se avremmo puntato alla normale o alla cresta NE dal taglio a quota 3900, dove la traccia della normale piega verso la Breche Lory, per via dei vari punti di ghiaccio affiorante sulla spalla e sui pendii NE a causa del grande caldo di questi giorni. Il rifugista ha fatto particolare leva su questo aspetto, e abbiamo quindi voluto valutare in loco e capire se fosse sicuro il traverso.
Alle 4.00 siamo legati su ghiacciaio, saliamo come treni e arriviamo alla deviazione alle 6.00, valutiamo che il traverso è breve e sembra fattibile e decidiamo di puntare alla cresta NE. Fino alla terminale si passa ancora bene su neve dura, la terminale si supera con un po’ di gradino ma presto sarà ben più aperta, poi un traverso di una 50ina di metri almeno su ghiaccio, con anche un crepaccio che inizia un po’ ad intravedersi. La prima cordata ha proceduto rapida in conserva corta andando ad allestire una sosta su ghiaccio su una cengettina ben evidente, in traverso rispetto alla terminale, mentre la seconda ha protetto con qualche vite il traverso per stare più in sicurezza. Consiglio vivamente due picche per questa parte e possibilmente 8 viti, due per una sosta alla terminale, 4 per la progressione e altre due per la sosta alla cengia, in modo da stare più tranquilli. Ancora con i ramponi, la prima cordata ha poi fatto un tiretto di una decina di metri, prima ancora su ghiaccio poi su roccia ben pulita, per allestire un’altra sosta a friend-nut sulla prima cengia che si trova, fessura sulla sinistra, portare mirco friend. Da lì, ore 7.00 quando sono nuovamente raggruppate entrambe le cordate, togliamo i ramponi e attacchiamo la cresta vera e propria. Percorso intuitivo, come da relazione roccia molto molto marcia, il camino si trova bene e ha una sosta su chiodi con cordino blu in buono stato alla base. Il camino si può passare o più sulla sinistra, dritto per dritto (leggermente più difficile, 2 chiodi), o leggermente più a destra della sosta (un pochino più facile, due chiodi diversi). Usciti dal camino, tenere la sinistra sul filo di cresta (improteggibile), stando attenti a non tirare sassi su ci ci assicura alla base del camino, fino ad un grosso masso con quattro split su cui si può sostare e recuperare il/la compagn*. Ore 8.00 la prima cordata era uscita dal camino, ora 9.00 era in vetta, dopo una lunga cresta mai difficile ma sempre delicata per via della scarsa qualità della roccia. L’esposizione è assicurata, ci vuole stomaco forte e tanta concentrazione perché proteggere è praticamente impossibile, si riesce giusto a cucire un po’ intorno a qualche spuntone.
La seconda cordata arriva in vetta alle 9.30, foto di rito e via veloci verso la Breche Lory. Da non sottovalutare la cresta in discesa: la qualità della roccia è molto migliore ma la cresta è comunque lunga e ci va almeno un’ora per percorrerla, a seconda della velocità della cordata. Comoda calata da sosta su 4 chiodi, 20-25 metri ti depositano alla Breche molto ghiacciata (ci siamo calati già con i ramponi addosso), alle 11.15 eravamo nuovamente legati e alle 11.30 eravamo in cima al Dome: sei lì, non lo fai un salto?
Seconda foto di vetta e poi via veloci con la neve ormai parecchio sfondoso e il caldo decisamente anormale per la quota. Alle 12.30 eravamo alla base della parete, quota 3300, fuori dal tiro dei seracchi e felici dell’impresa.
Un’ora circa ancora di buon passo per uscire dal ghiacciaio ed essere del tutto fuori dai pericoli.

Super giornata con Fabione, compagno di roccia e alpinismo, con cui insieme abbiamo aperto la strada, e la nuova cordata Marti-Vecchio, che segue a ruota con grande tenacia e sangue freddo di Marti. Approccio doppia cordata approvato, ottimo lavoro di squadra, istruttivo per tutti e molto efficace!

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