Partenza 6:45, per l’avvicinamento tenendo conto della morfologia del vallone e della comodità nel salire poi il canale abbiamo optato per le ciaspole, che però conviene indossare solo dopo Grange Gheit. Avvicinamento ben tracciato ma rovinato dai tanti buchi di chi va a fare senza ciaspole le vie sul triangolo, dopo la situazione migliora decisamente. Ottime peste nel canale con neve da crostosa a marmorea. Grazie a chi ha attrezzato le due soste presenti. Prima strettoia non proteggibile ma facile, il ghiaccio in uscita inizia a scarseggiare. Seconda strettoia più facile e con più ghiaccio (alla mie vite da 10cm mancava 1cm per entrare completamente). Sicuramente con più neve il canale è molto più facile. Molto carina anche la goulottina finale. Dall’uscita abbiamo seguito delle peste a sx (misto delicato con neve su placche), sconsigliato perché poi bisogna scendere: bisogna puntare ad un canalino appena accennato sulla dx che porta al colletto tra le due cime. Salita alla cima sud tracciata e facile, cima nord salita dallo spigolo che sovrasta il colletto tra le cime con un po’ di neve sfonda in uscita. Per la discesa abbiamo disarrampicato fino all’imbuto finale e di lì con un traverso esposto siamo poi scesi dal versante NW della montagna: opzione comodissima e veloce che in un attimo riporta al rifugio, alla macchina comodamente alle 15:45. Materiale usato: una vite da 10cm, friend rosso e verde (per fare sosta sopra la prima strettoia), corda da 40m.
Davvero bellissimo itinerario in un contesto sublime. Con Vik in versione racchettari, grazie a chi ci ha preceduto per le peste nel canale!