250m
Equipaggiamento: Serie di Nuts e Friends, utili chiodi, corda singola da 70 m o mezze corde da almeno 35m
Dopo l’ometto si scende su ripidissimi pendii erbosi (consigliate bacchette, ramponcini ed eventualmente piccozza). La discesa porta in basso, mantenendosi a sinistra delle rocce, fino a incontrare la scritta rossa “lucky” con una croce. Da qui si percorre un piccolo canaletto fino a raggiungere un terrazzo. Dal terrazzo due possibilità:
- Opzione A: a destra, quattro calate in corda doppia lungo un canale erboso (tutte da 30 m, quindi sufficiente una corda da 70 m). Percorribile anche senza doppie, ma presente un piccolo salto a metà.
- Opzione B: a sinistra si trova un altro canale di scolo, non erboso, disarrampicabile ma più scomodo; al momento della gita non risultavano presenti anelli di calata.
Entrambe le soluzioni conducono a una forchetta (nota come Forchetta di Penne), da cui la parete sud mostra subito una logica ed evidente rampa. Qui sono presenti due golfari resinati nella roccia che costituiscono la prima sosta.
Sosta partenza: da allestire con cordino sui due golfari resinati.
- L1 -30m : si sale a destra (chiodo visibile), poi si valica una crestina. Se non si valica, si resta sulla via storica; salendo invece dentro il dietro dopo la crestina si devia a sinistra su linea logica. Già visibile la sosta (due golfari resinati, sempre senza catena, da collegare con cordino).
Nota: in altre relazioni viene citato un chiodo prima della sosta; non più esistente → proteggere con friends/nut. - L2 30m: si continua sul dietro, fino a un piccolo tetto non superabile direttamente. Si aggira a sinistra su un balconcino esposto (attenzione caduta massi), dove si trova un vecchio chiodo arrugginito e poco affidabile (integrabile con micro-friends). Proseguire su roccia instabile (ghiaiosa), arrampicando appoggiandosi a destra e sinistra nei tratti solidi. Qualche passo di III/IV grado fino alla sosta (due resinati senza catena, da allestire con cordino).
- L3 30m: si segue la linea logica lasciando a destra la cresta, evitando troppa esposizione. Presenti alcuni chiodi, ma la progressione si protegge meglio integrando con friends e dadi. Uscita in vetta, con un unico golfare resinato.
Discesa: dalla vetta ci si cala lungo la via di salita con tre doppie da 30m (la prima teoricamente evitabile, ma consigliata). Alle soste di calata spesso si trovano già cordoni con maglie rapide o moschettoni, ma è bene portare materiale per eventuale integrazione. (Attenzione a non provocare scariche di sassi, soprattutto sul tratto del balconcino!)
Terminata la discesa si risale il canale erboso dell’avvicinamento (senza particolari difficoltà, utili bastoncini, ramponcini e piccozza in base alle condizioni) e si rientra per il sentiero del Vradda.
- Bibliografia:
- Cristiano Iurisci - Passi di V 2 Edizione Volume 1
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