Cusna (Monte) Le Lacrime del Gigante

Cusna (Monte) Le Lacrime del Gigante

Dettagli
Altitudine (m)
1800
Dislivello avvicinamento (m)
500
Sviluppo arrampicata (m)
25
Esposizione
Nord-Ovest
Impegno
III
Difficoltà ghiaccio
2+

Località di partenza Punti d'appoggio
Rif. Monteorsaro

Avvicinamento
Raggiungere Monteorsaro (RE) e l'omonimo Rifugio situato poco più in alto, parcheggiare nei pressi.
Seguire la strada sterrata che prosegue oltre il rifugio e conduce al Passo della Cisa. A un bivio si va a sinistra prendendo il sentiero 623A che taglia i tornanti della stradina. Seguire sempre le indicazioni per il Monte Cusna (segnavia 623A, poi 623). Sempre lungo il 623 percorrere la cresta Nord del Cusna fino a una sella; qui abbandonare la cresta e scendere a destra seguendo ancora il sentiero 623. Continuare lungo questo sentiero in leggera discesa fino a superare un'altra dorsale; ci si affaccia su un ampio versante: qui in alto a sinistra, se presenti, sono visibili le cascate, che scendono da un gradino roccioso, al di sopra di un lungo canalone appoggiato. Ove più conveniente abbandonare il sentiero e salire alla meglio (terreno disagevole in assenza di neve) fino alla base dei salti. Contare circa 1h30 se con poca neve, o con buone tracce.
Note
Le cascate di ghiaccio nell'Appennino Tosco-emiliano sono abbastanza rare; alcune necessitano di periodi di freddo intenso e prolungato per formarsi.
Fra le poche opzioni disponibili, questi salti ghiacciati a quanto pare si formano abbastanza spesso, grazie alla quota elevata e all'esposizione ombrosa: tendenzialmente nella prima parte dell'inverno, se le temperature sono abbastanza basse e la copertura nevosa è scarsa (diversamente potrebbero essere in gran parte sepolte).
I salti sono alti sui 20-25 m; niente di eccezionale, ma permettono agli emiliani di fare qualche tiro su ghiaccio a poca distanza da casa (fatto salvo l'avvicinamento non brevissimo).
L'ambiente è comunque solitario e panoramico.
Descrizione

Sono possibili 3 linee principali e parallele. Da sinistra a destra:
1) Una piccola candela verticale, assai estetica, alta una decina di metri, seguita da un tratto più appoggiato. Probabile il grado 4, da valutare bene per un’eventuale salita dal basso.
2) Un salto centrale più appoggiato, pendenze sui 60-70° con un piccolo gradino più ripido alla fine (breve passo a 80°). Grado sul 2/2+.
3) Ancora più a destra un altro salto abbastanza appoggiato, grado 2.
Sopra il salto centrale, 5 m a sinistra della fine del ghiaccio, è presente uno spuntone con cordone e maillon di calata (sufficiente una sola mezza corda da 60 m).
E’ possibile, in alternativa alla calata in doppia, proseguire sui pendii nevosi al di sopra delle cascate (40° max) e raggiungere la cresta Nord del M. Cusna nella sua parte alta: da qui si può raggiungere la vetta o scendere lungo la facile cresta, tornando a riprendere il percorso di avvicinamento.

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Storico:
Prime salite nell'inverno 2014-2015 da parte di P. Dallaglio e M. Reverberi (info dal sito Redclimber, al quale si rimanda per ulteriori dettagli).
davec77
11.01.2020
7 mesi fa

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