Croce del Campo, Mazza dell’Inferno, Monte Ventolaro da Forno, anello

Croce del Campo, Mazza dell’Inferno, Monte Ventolaro da Forno, anello
La gita
erba-olina
5 18/12/2016
Accesso stradale
Strada stretta per Forno, ma buon parcheggio all'inizio del paese.

Rispetto all’itinerario qui descritto abbiamo aggiunto la salita al Monte Crotta (q.1965) che si trova appena più a est della Croce del Campo, sulla cresta per la Cima Scaravini, e non abbiamo proseguito oltre il Monte Ventolaro.
Dal parcheggio ci si inoltra nel paese di Forno reperendo l’indicazione del sentiero Z10 per l’Alpe Campo e la Mazza dell’Inferno nei pressi di una fontana (le tempistiche sulle varie paline sono un po’ contraddittorie). Sentiero inizialmente largo, che si lascia intorno a quota 1180 per un sentierino a dx in traverso nella ripida faggeta (indicazione in legno), poi di nuovo più ampio dopo l’Alpe Cortone.
Dall’Alpe Campo abbiamo lasciato il sentiero Z10 a favore di una traccia sulla dx in mezzo all’erba olina, non segnalata ma evidente, che in breve raggiunge la cresta spartiacque. Risaliti prima alla Croce del Campo e poi, proseguendo sull’erbosa dorsale, al Monte Crotta. Rientro all’Alpe Campo e ripresa del sentiero segnalato che tuttavia diviene quasi subito più vago e si confonde con diverse tracce di animali, meglio comunque rimanere sulla cresta o poco sotto lato Val Strona dove è possibile, senza abbassarsi troppo, i pendii sono molto ripidi e nei pochi tratti privi di erba vi è terriccio franoso. Per oltrepassare l’ultima elevazione che precede la cima est della Mazza dell’Inferno (q. 1926), la traccia si porta in traverso sul ripido ed esposto versante ossolano dove occorre superare un breve passaggio atletico tra roccette, tratto ancora più delicato per la presenza di neve ghiacciata che si riusciva a evitare con qualche acrobazia.
Il percorso attrezzato tra la cima est e la ovest (q. 1911) e l’Alpe Ventolaro (EEA) è tecnicamente facile ma l’esposizione è costante, le catene danno tranquillità specie dove la scivolosissima erba olina si corica sulle rocce. Dall’Alpe Ventolaro risalita al monte omonimo mantenendoci più o meno sulla dorsale. Il sentiero di discesa per l’Alpe Ravinella (q. 1351) procede inizialmente a balcone (visibile nonostante la vegetazione) sbucando su un costone dove viene inghiottito dai bassi cespugli, occorre puntare ad un ripiano alla base del costone tenendosi a sx. Raggiunto il ripiano si svolta a dx ad angolo retto e si prosegue in traverso su traccia via via di nuovo più marcata (tacche bianco-rosse), si scavalca qualche albero caduto. Il resto del percorso si sviluppa nella faggeta, anche dopo l’Alpe Ravinella (dove si continua sul sentiero Z12), molto ingombro di fogliame, si supera un guado completamente ghiacciato, con rocce fortunatamente asciutte. Si torna a Forno dal Santuario di Santa Lucia per strada asfaltata (1 km)
Itinerario discretamente impegnativo, anche per le condizioni trovate, ma molto soddisfacente. Dsl. 1500 m per 14 km circa. Ottime le vedute che ci hanno accompagnato per buona parte della giornata, dal Monte Crotta abbiamo scorto il Monviso.

Oggi con Domenico che ringrazio per aver condiviso con me questa bella scorpacciata di cimette! Un saluto a Tiziana, presente nei nostri pensieri e nei nostri discorsi 🙂 A parte due cacciatori, nessuno in giro.

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