Itinerario molto piacevole, anche se richiede trasferimenti abbastanza lunghi; le soste sono sempre molto comode e la chiodatura abbondante. Il 5c ci può stare, ma l’obbligato sarà un 4c/5a. Il passaggio chiave sul terzo tiro si fa praticamente con la corda dall’alto (spit a un metro). Prima di affrontarlo, forse conviene scendere a rimuovere un paio di rinvii: l’attrito corda altrimenti è veramente fastidioso. Dopo il passaggio nel buco oltre S3 si trova una prima via di fuga nei pressi della partenza della via Gatto-Nando. Al sesto tiro si segue nel bosco i segni di vernice rossa per reperire la via; non ci sono spit, ma in sostanza la corda gira molto attorno agli alberi dando una protezione “naturale”. Prima della sosta (a sinistra) parte una variante ignota contrassegnata con un bollo verde.
Ultimi tre tiri non così banali tutto sommato.
Discesa per sentiero nella devastazione di piante abbattute dal maltempo delle settimane precedenti.