- Accesso stradale
- Auto a Mottes
- Neve (parte superiore gita)
- Polverosa
- Neve (parte inferiore gita)
- Polverosa pesante
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Altra gita post lavoro notturno. Mentre stamattina rientravo a casa alle 5.30, non avevo ancora idea di dove andare, anche in funzione del fatto che ancora stava piovendo e non sapevo cosa mi aspettasse. Alle 8.30, mi alzo e butto fuori lo sguardo dalla finestra: nuvole sparse, a tratti compatte e quota neve intorno ai 1.200m. Penso allora a quella volta in cui mi sono ripromesso di fare la Costa di Serena non appena ci fossero state condizioni migliori di innevamento e così ecco scelta la meta. Partenza dal parcheggio di Crevacol alle 10. Trovo la traccia fresca di un paio di skialper, che poi scoprirò essere francesi, inoltrarsi nel bosco e così la seguo. Arrivato agli alpeggi, un’altro skialper mi raggiunge e poco dopo mi supera. Ahimè, sono tutti diretti al colle, dovrò battermela da solo. All’inizio intuisco delle vecchie tracce e le seguo anche se la neve non è particolarmente abbondante e faticosa. Ad un certo punto però deviano decisamente a destra e salgono sulla cresta per poi ricomparire come tracce di discesa poche decine di metri più in alto sul pendio. Devono essere degli skialper visti salire sabato quando con Dino ero alla cresta di Corleans. A questo punto tocca battere la traccia “ex-novo”, così scelgo il pendio di destra (per intenderci, la traccia di destra guardando la foto con gli itinerari colorati in rosso). La salita non è particolarmente faticosa ma in alcuni punti il fondo è molto duro e mi costringe a qualche breve ravanamento. Durante il percorso si sono alternate schiarite (poche) ad annuvolamenti (molti) accompagnate da venticelo fresco. Questa condizione ha mantenuto la neve nella parte alta sempre asciutta. (si passa dai pochi centimetri fino a quota 2.000/2.200 ai 30cm alle quote superiori). Stavolta non arrivo fino in “cima” ma mi fermo qualche decina di metri sotto, ho troppa voglia di gustarmi il pendio intonso tutto per me e gli ultimi metri non prospettano niente di particolarmente allettante. Opto per la discesa indicata dall’itinerario di sinistra (vedi foto). Il pendio sempre costante e la neve farinosa fanno salire l’entusiasmo a mille. Bello bello!! Non mi era mai capitato di guardare un pendio e vedere solo la mia firma. Totale solitudine, nessuno sul percorso. Se proprio vogliamo essere pignoli sarebbe stato eccellente se avesse fatto almeno 15cm in più così da non avvertire la presenza in alcuni punti di vecchie tracce. Gita conclusa con l’ormai immancabile panino al Jambon de Bosses.