- Accesso stradale
- arrivati al Colle di San Carlo senza problemi, strade in ordine e ampie possibilità di parcheggio.
Partiti dal Colle di San Carlo alle 8.30, oggi giornata spettacolare con cielo sereno, visibilità perfetta….solo temperatura un po’ troppo elevata, ma fortunatamente un leggero venticello rendeva più sopportabile la camminata. Stradina comoda fino al Lago di Arpy, incrociati almeno 10 escursionisti nella prima parte del sentiero, successivamente siamo saliti lungo il comodo sentiero che porta al Colle della Croce. Dopo una breve pausa per ammirare lo spettacolare panorama verso il Gruppo del Monte Bianco, ci siamo portati alla base della cresta NO del Colmet. Superato il fortino, inizia la salita vera e propria, con alcune cenge e traversi abbastanza esposti e aerei in qualche tratto, ma niente di realmente difficile, il tratto seguente è più facile, prima un traverso a mezzacosta, al quale segue un tratto in leggera discesa (versante La Thuile) per aggirare alcuni salti rocciosi della cresta. Noi siamo poi saliti per un ripido canalone di pietrame e zolle erbose, raggiungendo nuovamente il filo della cresta. In alcuni tratti ci sono dei vecchi cavi metellici, ma come già riportato da precedenti salitori, sono totalmente inutilizzabili e non vanno nemmeno toccati. La cresta che segue ha passaggi divertenti, a tratti esposti ma non difficili, raggiunta la sommità di un risalto, si nota che il percorso da fare è ancora piuttosto lungo. Proseguendo sotto il filo di cresta tra pietrame e massi di ogni dimensione (non sempre agevole, e talvolta scomodo questo tratto di percorso) abbiamo raggiunto i ruderi del Ricovero Ticchioni, e da qui la cresta sale decisamente, tratti dove si cammina alternati a facili gradini rocciosi (passi di I e solo pochissimi passi di II volendo evitabili), raggiunta una sorta di anticima, e da qui, un altro tratto di facili roccette porta in vetta alla Cima Nord (con croce in legno). Una ampia pausa in cima, poi riprendiamo con un tratto in discesa fino alla casermetta e poi con alcuni passaggi di I e qualche metro di II siamo giunti sulla piccola e aerea cima Sud (ultimi metri non proprio elementari e con una certa esposizione). Percorso piuttosto lungo e con ampio spostamento, la cresta si è rivelata ben più lunga di quello che immaginavo inizialmente, a parte qualche breve tratto, il percorso più agevole si riesce ad individuare abbastanza facilmente. Complessivamente il grado F ci sta tutto, la cresta è facile, ma con punti non banali e con un minimo di esposizione, è meglio avere una certa abitudine a camminare e arrampicare su cresta esposta, e su terreno non sempre solido, ma se asciutto e/o privo di neve non oppone particolari difficoltà. In discesa invece abbiamo seguito la via normale tradizionale che passa dal Lago di Pietrarossa. Il primo tratto era su neve ripida (con tenuta ottima, ma era quasi da ramponi!) con un nevaio ancora abbastanza esteso, seguito il valloncello innevato fino in fondo, poi con percorso libero siamo arrivati al lago (veramente incantevole!) da qui per sentiero siamo scesi per pendii erbosi e pietrame, raggiungendo la conca del Lago di Arpy, e da qui rientrati al Colle di San Carlo. Gita lunga e di un certo impegno fisico, ma veramente piacevole e di soddisfazione!
Gita fatta in giornata, non ero mai salito al Mont Colmet, dopo aver letto ottime recensioni, letto relazioni, osservate foto e video dedicati a questa cima mi è venuta voglia di vederla da vicino e salirla. Proposta fatta a Stefano G. (genovese come me) che ha prontamente accettato con entusiasmo la mia proposta. E l’idea era quella di salire per la cosidetta “via alpinistica” e scendere per la via normale tradizionale, compiendo il tal modo un piacevole anello. Una giornata ben spesa e una gita meritevole, sicuramente contenti della scelta fatta.