- Accesso stradale
- Dal colle di Tenda all'asilo Arnaldi strada in buone condizioni, da lì al park sopra Casterino qualche buco in più (la strada sarebbe vietata ai non 4x4): in realtà non è mai ripida ma è meglio avere un'auto alta per non sderenare niente e non metterci una vita (13km di sterrato).
- Traccia GPX
Avvicinamento lunghetto ma ben tracciato, alla dighetta del Lac Noir non ci sono indicazioni per il Pas de la Fous ma la traccia è abbastanza evidente. Contare un 3h fino all’attacco della cresta. 1° gendarme su roccia buona fino in vetta, lì sembra sia esplosa una bomba ma è breve. Discesa lato S facile stando 2m sotto il filo. Il diedro di dx di IV+ del 3° gendarme è mortale da raggiungere (la cengetta esposta è da suicidi) lo scontornamento a sx non è elegantissimo ma se si sta sulle placche a dx dell’erba c’è una gran bella roccia. Il risalto giallo con il crollo (tratto chiave della salita) è molto bello, il primo tratto fa abbastanza “sgiai” perché si scala su roccia buona ma a 1m dai blocchi crollati, poi doppiato lo spigolo si scala su belle placche di gneiss bianco stile St. Robert o Corno Stella, nickel! Bella la parte successiva più esposta, senza passaggi difficili e continua. Ovvio la roccia risente dei pochi passaggi e ogni tanto si trovano blocchi appesi in giro ma niente di pericoloso. Breve discesina dalla P. Asquasciati e poi risalita expo ma facile fino al Clapier (invaso da escursionisti francesi). In loco praticamente nulla (solo un cordino per assicurare eventualmente il rateau de chevre in discesa dalla Asquasciati), sufficiente una corda da 30m e 4-5friend (#0.4-2BD), utile qualche cordino. Procedendo sempre in conserva più o meno lunga e protetta abbiamo impiegato 2h per la cresta, senza correre e senza pause.
Discesa “ciaplerosa” fino all’imbocco del canale SE (che non è il primo che si incontra ma quello marcato da un ometto in partenza): discesa ripida ma meno peggio del previsto, è molto frequentato dagli stambecchi e c’è addirittura una tracciolina di passaggio. Traverso per tornare al Pas de la Fous anche esso meno peggio del previsto, generalmente si cammina su blocchi grossi e si traversa qualche placchetta facile, solo l’ultimissimo tratto verso il Colle è su roba fine scivolosa. Discesa ancora lunghetta fino all’auto ma in un contesto ambientale bellissimo! Un mix tra diga del Chiotas e Piantonetto (sembra assurdo ma sfido a non riconoscere il profilo del Becco della Tribolazione nella Cime Lausiere). Contare un 9-10h per il giro completo, breve ma non brevissimo, contando anche i 22km di sviluppo.
Bella cresta per raggiungere i 3000m (e quello che resta del ghiacciaio) più meridionali delle Alpi! A neanche 40km dalla costa di Mentone e con ottimo panorama sul golfo di Antibes. Sempre scoraggiati dall’avvicinamento dall’Italia e dalla strada per Casterino, abbiamo optato per passare dal Col di Tenda e dalla bassa di Peirafica: chouette! Con Marco, pastore di stambecchi.