- Accesso stradale
- Park alla sbarra sopra Balboutet
- Osservazioni
- Visto valanghe a pera esistenti
- Neve (parte superiore gita)
- Crosta da rigelo portante
- Neve (parte inferiore gita)
- Bagnata
- Quota neve m
- 1600
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Partenza alle 7:30 da Balboutet su metà della neve che c’era domenica (sigh), taglio dal bivio di Cerogne al tornante già agli sgoccioli in salita, nonostante ciò discreto rigelo. Dalla cima del Pintas si scende per 30m (volendo senza spellare) fino al ripetitore dove attacca la cresta, dove arrivo alle 9. Cresta “tracciata” dai camosci, farina ventata più o meno portante lato Nord e trasformata lato Sud (alle 10 quando sono arrivato in cima dava già segni di cedimento sotto il caldo atroce di questi giorni). La cresta non è mai difficile ma a tratti esposta. A parte il primo “torrione” (che si passa nel camino a dx) il resto conviene farlo tutto sul filo, per non andare a busticare i ripidi pendii laterali. L’unico tratto dove occorre attenzione è il rateau de chèvre in leggera discesa, non difficile (II-) ma vietato sbagliare. Il resto della cresta passa in fretta tra tratti di misto facile e un po’ di neve, davvero divertente. Purtroppo la W della Fattiere è abbastanza pelata dal vento e occorre abbassarsi di 50m prima di poter mettere gli sci ai piedi per la breve (ed irregolare) discesa fino al vallon Barbier. Risalita di 300m alla Ciantiplagna su croste da vento, veloci e portanti. Siccome non avevo info su qualità (e soprattutto quantità) della neve sulla SO ed essendo ancora relativamente “presto” (poco prima delle 11) ho preferito scendere dal vallon Barbier e poi dalla valletta del Dente della Vecchia. Vallone in ventata portante divertente, sotto il dente della vecchia prima parte su buon firn fino a 2250 poi via via più sfondosa (vietato attardarsi oltre) fino alla rampa del larice solitario che permette di uscire e planare nei pendii inferiori (qui neve migliore). Da pian dell’alpe stradina obbligatoria ma scorrevole fino a Balboutet.
Bellissimo itinerario, certo a vedere la quantità (e qualità) di neve che c’era a giugno 2013 e quella che c’è adesso fa cadere le braccia, ma l’itinerario rimane solitario, interessante, vario e meritevole, una vera gita sci-alpinismo.