- Accesso stradale
- Pochi posti park nella piazzola di fronte alla palina di partenza
Le condizioni sono ancora quelle indicate nella descrizione dell’itinerario: sentiero ben segnalato e visibile sino a Plan Rancon, anche se al momento è necessario fare un po’ di slalom fra i numerosi larici caduti, poi fino alla conca q. 2250 circa è un po’ meno marcato ma si segue facilmente, da lì in su vi sono solo tracce, talvolta qualche sbiadito segno giallo e qualche ometto. Si risale comunque il ripido pendio in direzione della cresta, tenendosi bene a dx della depressione visibile in fondo alla conca di q. 2250 su terreno mai difficile e si arriva agevolmente sulla vetta, dove oltre alla croce è presente un grande ometto. Non si pesta neve.
Giornata dapprima umida e in parte nuvolosa (quante mosche!),che è andata via via migliorando, anche se il Bianco è rimasto sempre in nube.
Ambiente frequentato più dai camosci che dagli escursionisti, il lariceto è fittissimo e forse vi sono molte cavità sotterranee: in un punto a lato del sentiero poco prima di raggiungere la radura dove vi è il bivio per Lazey ci è capitato di sentire l’acqua scorrere e sbattere contro le pietre sotto terra.
Con Vittorio oggi conduttore della gita, Franco, Alberto, Mauro e Riccardo: grazie a tutti per la bella giornata insieme! Un saluto a Brunello 56 sperando di rivederci presto!