Charvatton (Monte) Il Caterpillar

Charvatton (Monte) Il Caterpillar

Dettagli
Altitudine (m)
1300
Dislivello avvicinamento (m)
100
Sviluppo arrampicata (m)
550
Esposizione
Sud-Ovest
Grado massimo
6b+
Difficoltà obbligatoria
6a
Difficoltà artificiale (se pertinente)
a0

Località di partenza Punti d'appoggio
Pont boset

Avvicinamento
dall'uscita di Pont S.Martin dell'autostrada A5 Torino-Aosta seguire la strada per Donnas, superare il forte di Bard e svoltare a sinistra (ponte) entrando in Valle di Champorcher. Risalire la valle fino a Pont Boset, senza lasciare la strada principale. Seguire le indicazioni per la frazione Terrisse: deviazione sulla destra della strada principale, che si segue per 300 metri fino al termine della strada stessa, dove si lascia l'auto.
Seguire le indicazioni per la via Tommy su un muro di sostegno: dopo pochi metri salire subito a destra (non addentrarsi tra le case) e seguire il sentiero nel bosco (bolli rossi) fino all'attacco: scritta rossa ("Il Caterpillar") alla partenza della via. (0h20/0h30)
Note
Difficoltà: 6b+ e A0 (6a obbligatorio).
Sviluppo: 14 lunghezze per circa 550 metri di sviluppo e 450 metri di dislivello.
Via completamente spittata. Soste su due spit, collegati da cordoni utili per eventuali doppie sulle prime sette lunghezze. Eventualmente utili qualche dado e friend piccoli, per alcuni passaggi delicati che possono essere bagnati.
Necessarie due corde, preferibilmente da 60 metri: con corde da 55 metri potreste farcela ugualmente, mentre con corde da 50 metri su alcune lunghezze non riuscireste ad arrivare in sosta.
Materiale: 15 rinvii, micro nuts utili e 1-2 friends piccoli.
Periodo consigliato: via percorribile tutto l'anno tranne probabilmente d'inverno.

Nota 1: via ben attrezzata, con alcune lunghezze (quelle nel diedro) estetiche e non semplici. Le difficoltà maggiori sono concentrate nelle prime sette lunghezze: le restanti servono solo per "arrivare in cima" (anche se non si arriva in cima a niente!) ma sono comunque gradevoli. Le difficoltà indicate, anche se non continue e parzialmente azzerabili, sembrano abbastanza corrette. Tenere presente, per chi abbia già percorso la vicina "Tommy", che questa via, seppure indicata di difficoltà globale equivalente nella bibliografia, è invece nettamente più difficile ed impegnativa.

Nota 2: da percorrere solo dopo un po' di giorni di asciutto: il diedro è un vero e proprio colatoio, che probabilmente diviene un torrente in caso di pioggia. Noi abbiamo trovato, in alcune lunghezze nel diedro, un pò d'acqua nel fondo, che ha reso delicati e più difficili i passaggi.
Descrizione

Lunghezza 1, 6b: superare un semplice e breve muretto fessurato di qualche metro fino ad una cengia con alberi, da cui inizia la via vera e propria (è meglio attrezzare una sosta anche qui, anzichè proseguire direttamente). Segue un muretto a tacche molto impegnativo per quattro/cinque metri, poi più semplice fino in sosta. I passi più difficili sono parzialmente azzerabili.

Lunghezza 2, A0, 6a+: salire verso destra in placca delicata mirando un netto risalto verticale, affrontabile direttamente azzerando i passaggi, o, meglio aggirandolo parzialmente a destra per diedra e rienrando poi in placca con difficle passo (A0). Da qui placca/diedro piuttosto impegnativa, fino a superare con passo delicato uno strapiombino che si lascia sulla destra. Rientrare infine a destra alla sosta su comoda cengia.

Lunghezza 3, 4c: risalire la placca sovrastante la sosta sul suo bordo destro, rientrando poi a sinistra a prendere una fessura gradinata che permette di salire agevolmente. Sosta su cengia nel bosco.

Lunghezza 4, 6a: dalla sosta scendere alla base del diedro, che si risale per 25/30 metri, in parte nel diedro stesso, in parte sulla sua parete di sinistra, fecendo attenzione alla presenza di striscie di roccia non bagnate ma che rimangono viscide.

Lunghezza 5, 6b+/A0: lunghezza impegnativa e lunga (probabilmente 50/55 metri), ben chiodata ma con passi che abbiamo trovato delicati a causa di un filo d’acqua che percorreva il fondo del diedro, anche se il tempo era bello da alcuni giorni: probabilmente rimane spesso bagnata. Nel caso la fessura sia bagnata può essere utile qualche friend o dado piccolo, anche se la chiodatura è molto buona. I primi due terzi del diedro sono abbastanza verticali, mentre l’ultimo terzo si abbatte decisamente e la chiodatura si allunga di conseguenza.

Lunghezza 6, 5+, 6a: risalire per circa una decina di metri l’ampia fessura di fondo del diedro, verticale e ben scalabile. Poi il diedro si chiude, perde la fessura di fondo e si abbatte un poco, ma non molto: delicati passi di aderenza obbligatori spaccando sulle lisce pareti del diedro. Probabilmente la difficoltà è superiore al 6a indicato nella relazione.

Lunghezza 7, 6a/b: salire un gradino verso destra, cui segue un lungo diedro abbattuto (oltre 50 metri) in parte disturbato dalla vegetazione. Il diedro termina sotto uno strapiombo da cui si esce a destra con alcuni passi delicati. Più semplice delel difficoltà indicate.

Da qui la via cala drasticamente di difficoltà, continuità ed ambiente (le lunghezze nel diedro sono veramente spettacolari!) e prosegue più tranquillamente per altri 7 tiri fino a raggiungere il termine della via “Tommy”.

Lunghezza 8, 5+: placce discontinue su roccia diversa dal diedro: più ruvida, meno levigata dall’acqua. Abbastanza lungo (circa 45/50 metri) e con chiodatura un po’ lunga.

Lunghezza 9, 4: bei passi in placca, semplici. Tiro piuttosto lungo: fermarsi alla sosta, anche se la successiva cengia alberata sembra piuttosto vicina: non ci arrivereste nemmeno con una corda da 60 metri!

Lunghezza 10, 5+: salire fino ad un’ampia cengia alberata, proseguire per una placchetta verso sinistra e traversare orizzontalmente verso sinistra un diedro.

Lunghezza 11, 5+: partenza per un muretto delicato, poi placca più semplice.

Lunghezza 12, 6a: ancora una partenza delicata, su roccia abbastanza liscia.

Lunghezza 13, 5-: difficoltà decrescenti, e semplice traverso orizzontale verso sinistra che porta alla penultima sosta della via “Tommy”.

Lunghezza 14, 3: in comune con la via “Tommy”: semplici placchette fino alla sosta finale.

Discesa: lungo la via Tommy, con cui condivide l’ultima lunghezza, con 13 corde doppie (necessarie due corde). E’ anche possibile scendere verso destra per sentiero, arrivando alla frazione Courtil: in questo caso è necessario disporre di due auto, poichè si scende distanti dal parcheggio di partenza.
Per la discesa calcolare almeno 1h30/2h00 a seconda della dimestichezza con le manovre e della presenza di altre cordate sulla via. sulla via.

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scrivendo a redazione@gulliver.it
Storico:
Aperta da Tito Sacchet, Michele Fardo e Roberto Munarin, dal basso, 1998/99.
Bibliografia:
Fardo M., Sacchet T., Arrampicare a Bard, Eventi & Progetti Editore, 1999; relazione a cura di Ricca
enrico-mac
09.08.2019
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Risorse nelle vicinanze Mappa
Stazione Meteo 1087m 1Km

Pontboset – Fournier

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Hône – Ayasse

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Hône – Ponte Dora Baltea

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Champdepraz – Ponte Dora Baltea

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