- Accesso stradale
- Park a metà strada tra il camping e les voutes (strada molto dissestata)
- Traccia GPX
Partenza alle 4 con 4°, sentiero lunghetto ma comodo fino al rifugio (chiuso, lavori in corso). Siamo poi andati ad attraversare il torrente subito sopra lo chalet de chamoissiere così da prendere l’evidente dorsalona Nord che sale di fronte e con percorso ripido in diagonale a sx porta nel catino a 2500m sotto il Pic. Ramponi da subito nel catino su neve ottimamente rigelata, presente una traccia profonda e comoda che sale fino all’attacco. Attaccato alle 7:30 dopo aver aspettato un po’ che la cordata di francesi davanti a noi passasse il primo tiro: terminale in apertura ma ancora buona neve per tirarsi su, subito sopra ci sono 2m di ghiaccio un po’ marcio che ha i giorni contati (passo più loffio della salita). Da lì in su abbiamo proseguito in conserva protetta proteggendoci un po’ sulla roccia a lato (sempre da controllare) e nella parte centrale più incassata su buon ghiaccio. Neve molto buona per questo genere di salita (neige cuic), sempre portante e raramente sfondosa e alternata a ottimo “alpine ice” facile (max 65°). Saltuariamente si trovano cordoni e chiodi, non facili da vedere e non sempre affidabili. Parte finale del canale su pendenze sostenute (50°) fino al colletto, da cui si gode di un panorama impareggiabile. Materiale usato: 4 viti medio-corte, nut, 3 friend medio-piccoli, corda da 60 usata doppiata. Crestina per la cima facilissima e pulita, in cima poco prima delle 9:30 rallentati un bel po’ dalla cordata francese che è salita a tiri. Prima parte di discesa su roccette e crestine nevose facili fino all’uscita della Baionette. Qui forse abbiamo peccato un pochino di presunzione e abbiamo optato per disarrampicare il canale, ma in queste condizioni (magro e rigolato) non è affatto banale e conviene fare le doppie. Occhio però che non tutte le soste che si vedono sono affidabili, anzi: molte sono su blocchi in via di “scollaggio” dalla montagna (la cordata di francesi tra un po’ ce ne tirava in testa due). Assolutamente da evitare la prima che si vede sotto il colletto con cordone rosso, occorre utilizzare quella sopra il colletto in cresta. Idem l’ultima sopra la strettoia basale (che abbiamo dovuto effettuare anche noi in quanto la parte bassa del canale ormai è rigolatissima e in ghiaccio): la prima sosta che si vede in dx del canale è su un blocco staccato, occorre usare quella 3m più a dx (faccia a valle) su fettuccione verde. Comunque se si scende in doppia consigliate corde da 60 (con 2×50 si arriva davvero al limite). In questo periodo la Baionette rimane abbastanza in ombra fino alle 11:30, non attardarsi oltre. Glacier de Chamoissiere in neve in fase di cottura ma mai sfondosa, per lingue e nevai si scende su neve fino a 2350, poi prati e sentiero.
Bellissima salita, non tanto conosciuta dagli italiani ma piuttosto frequentata dai francesi. Adocchiata lo scorso weekend dai Combeynot non ho potuto non proporla al socio (che me l’aveva fatta conoscere) e che ovviamente ha accettato di buon grado (grazie!). La salita e l’ambiente sono 100% Ecrins: gradi stretti, salita sostenuta, incassata e tetra, discesa non banale e delicata ma panorami a 360° sempre emozionanti. Piccola amarezza constatare però come in 11 anni dall’ultimo post siano cambiate le cose: l’innevamento di un anno “normale” come il 2014 sembra l’era glaciale in confronto all’innevamento attuale!