Chambeyron (Aiguille de) Via Normale da Chiappera

Chambeyron (Aiguille de) Via Normale da Chiappera
La gita
ste_6962
5 23/09/2007
Accesso stradale
arrivati in auto fino a Fouillouse

Se ne parlava da qualche anno di salire questa grande montagna delle Alpi Cozie Meridionali, pur essendo una montagna famosa è decisamente meno frequentata rispetto al vicino Brec de Chambeyron. Siamo saliti sabato 22 settembre al Refuge de Chambeyron, praticamente pieno, e per allenarci nel pomeriggio abbiamo salito la Pointe d’Aval m. 3325 dal Pas de la Souvagea. Partiti presto al mattino (era ancora buio) per salire la via normale degli Italiani, itinerario non difficile tecnicamente ma nemmeno banale e da non sottovalutare, con l’itinerario migliore non sempre facile da trovare quando si è in parete. Dopo la conoide detritica abbiamo seguito la Cengia Bourillon, successivamente abbiamo superato cenge detritiche abbastanza esposte ed aeree, con alcune paretine verticali fino a raggiungere la Forcella Nerot-Vernet (ma noi abbiamo seguito una variante, perchè abbiamo superato passaggi di III e IV). Il traverso sul versante Marinet, dopo la Forcella era innevato in qualche punto, poi rientrati sulla parete Sud altre cenge e salti fino a raggiungere la base dell’appuntito gendarme Pointu, dove siamo saliti per una ripida fessura e un diedrino verticale con passi di III e IV (anche in questo caso una variante della via normale) per raggiungere il pendio detritico di grossi blocchi e pietroni sotto lo spuntone roccioso della vetta, raggiunta con superando un diedrino non banale (III-). Un’ascensione molto remunerativa che ci ha ripagato della scelta fatta, anche se lunga e abbastanza faticosa. In discesa abbiamo sfruttato una serie di doppie attrezzate dalle guide francesi lungo il lato sinistro del Couloir Gastaldi (7 calate in totale dal Gendarme Pointu ad un canale detritico in fondo alla parete). Non lasciatevi tentare dalla discesa diretta nel Couloir Gastaldi, è pericoloso ed è soggetto a scariche di sassi molto frequenti.

Sulla montagna, nonostante i tanti alpinisti presenti al rifugio la sera prima, eravamo presenti solamente noi tre e nessun’altro, solitudine totale, mentre la via normale del Brec de Chambeyron invece era molto frequentata, e abbiamo visto almeno 35-40 persone salire in vetta. La roccia è generalmente buona, se si sale trovando la montagna in buone condizioni, senza neve e/o vetrato non oppone problemi particolari ma va affrontata con rispetto e la dovuta attenzione. Belli da vedere gli spuntoni di marmo rosa della vetta. Nonostante la presenza di nuvole e un pò di foschia il colpo d’occhio da questa cima è davvero notevole ! Siamo scesi al Rifugio tardi, ma molto soddisfatti e felici per questa bella ascensione. Merita di essere frequentata e salita, almeno una volta e ne vale la pena, sono esiste solo il Brec de Chamberon…ma anche la “sorella” Aiguille ! Una segnalazione da fare per il Refuge de Chambeyron, accogliente e ben gestito. Salita fatta in compagnia degli amici Luigi e Gianfranco di Genova

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