Il manufatto è un capolavoro di ingegneria e architettura. Realizzato tutto in mattoni e pietra naturale, è lungo 192 metri e conta 9 arcate; le acque del Canale, alla portata di 80-100 m³/s, scorrono a ca. 10 m sopra il livello della Dora. Realizzata con la costruzione del Canale Cavour, questa struttura, che ha compiuto i 160 anni, presenta qualche inevitabile segno di cedimento strutturale ed è pertanto in attesa di un urgente intervento di ripristino.
Quest’imponente opera si può oggi ammirare per la revisione, voluta da Cavour, del progetto originale; quest’ultimo, sostenuto da Francesco Rossi, prevedeva infatti la partenza del canale da Crescentino, appena a valle della confluenza della Dora Baltea nel Po. Lo scopo era duplice: evitare il costoso attraversamento e beneficiare di una maggiore disponibilità idrica alla fonte; ma la volontà del Conte prevalse.
L’itinerario qui proposto è un ritorno indietro nel tempo, ai canali “d’antan”: oltre al Canale Cavour e alle sue opere si incontra e si costeggia il Canale del Rotto che può considerarsi il precursore dei canali della rete vercellese, visto che l’origine data nel lontano 1400.
A San Giacomo si costeggia controcorrente il Canale del Rotto in sponda destra, si continua su una sterrata che si allontana dal canale, attraversa il Navilotto di Saluggia sul Ponte Crocetta e poi (svolta a destra) ritorna sul Rotto alle paratie dove il Rotto sussidia il Navilotto di Saluggia proveniente dal Canale Depretis. Fin qui il percorso coincide con quello della Strà dla Lola; quando questa, al bivio con indicazioni ormai sbiadite sul ponte, piega a sinistra in direzione Ponte Preiassi-Lamporo si continua diritto lungo il Rotto fino alla SP37 Crescentino-Saluggia, dove si ritorna per un breve tratto verso Crescentino fino al ponte sul Canale Cavour. Si segue ora il Canale Cavour controcorrente in sponda destra sulla strada (asfaltata) per la Frazione Benne; quando la strada svolta a sinistra per le cascine (sbarra) si continua diritto su sterrato fino alla sua naturale conclusione sulla sponda della Dora Baltea. Molto interessante, appena prima della sbarra, il doppio sottopassaggio in mattoni che sottopassa il Canale: serviva per il passaggio di due fossi ma in una canna una passerella in cemento (ora in parte caduta) permetteva l’attraversamento anche di persone. Oggi l’ingresso in sponda destra è sbarrato, quello in sponda sinistra aperto ma difficilmente accessibile.
Giunti alla rilevatasi si sottopassa il Canale Cavour sotto la prima arcata e ora in sponda sinistra, lungo una poderale, si ritorna sulla SP37 attraversando il Canale Farini nel punto in cui sfocia nel Canale sussidiandolo così con le acque della Dora Baltea. Dalla SP37 si continua lungo il Cavour, sempre in sponda sinistra, fino al Ponte Preiassi, dove si ritrova la Strà dla Lola; seguendola (sinistra) ci si riporta sul Canale del Rotto da dove si torna a S. Giacomo sul percorso di andata.
Nota. Si può arrivare alla Grande Rilevata anche provenendo dalla rotonda sulla SP31bis (v. Itinerario “Confluenza Po-Dora Baltea da Crescentino-anello” qui su Gulliver).
Sarebbe costato meno, avrebbe richiesto un minor impiego di manodopera ma... avrebbe tagliato in due quel bel territorio che era di proprietà del Conte Camillo!
Venne quindi affidata all’Ing. Carlo Noè la revisione del progetto e la ri-progettazione. Gli eventi risorgimentali e la seconda guerra d’indipendenza posticiparono ancora i lavori, che iniziarono solo nel 1863 per concludersi nel 1866: né il Conte Cavour né Francesco Rossi, scomparsi in precedenza, videro l’avvio e il compimento dell’opera.
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