Cavias (Testa di) da Pietraporzio per la bassa di Cavias e la cresta Nord-Est

Cavias (Testa di) da Pietraporzio per la bassa di Cavias e la cresta Nord-Est

Dettagli
Dislivello (m)
1350
Quota partenza (m)
1246
Quota vetta/quota (m)
2594
Esposizione
Nord
Difficoltà sciistica
BSA
Difficoltà alpinistica (se pertinente)
F+

Località di partenza Punti d'appoggio

Note
La quota 2500, itinerario classico di scialpinismo, non è la punta vera della Testa di Cavias, ma "solo" una considerevole e individuabile sommità, completamente sciistica, sulla cresta Colle Bernarda-Cavias, posta 600 m a NE della vera vetta.
La vetta effettiva la si raggiunge dal colletto, poco a sud-ovest di questa quota, con condizioni sicure della neve sui pendii sud-est o a piedi tenendo la cresta e superando alcuni facili risalti rocciosi.
Avvicinamento
Da Borgo San Dalmazzo risalire la val Stura fino al Paese di Pietraporzio.
Descrizione

A monte delle case di Pietraporzio salire per stradina, spesso battuta dai gatti, sino a raggiungere il Pian della Regina 1460m.
Continuare a sx su traccia di mulattiera inoltrandosi nel vallone di Costis (itin. per il M.te Vaccia).
Fiancheggiando il rio sulla sx orogr. si raggiunge un piano con una casa isolata a dx, Gr. dei prati Costis 1905m.
Piegando leggermente a dx e utilizzando i valloncelli più sicuri si risale tra i boschi sino ad un piano successivo sotto le pendici nord della punta. Decisamente a dx si guadagna un colletto.
Da qui a sx con salita diretta sulla dorsale ripida si raggiunge la quota sciistica 2500 m a sx del colletto.
Dal colletto si può:
1) passare a destra sui pendii ripidissimi esposti a sud-est che in base all’innevamento possono richiedere una leggera perdita di quota e stando sotto al filo della cresta sud-est raggiungere la vetta.
2) se la neve non consente una progressione con gli sci si sale con picca e ramponi sul filo della cresta o poco sotto, con qualche passo di roccia non difficile nel tratto dove la cresta spiana prima di ricominciare a salire, si supera un secondo colletto (cornici) e con un breve tratto ripido portarsi in punta.
3) il primo tratto della cresta può essere evitato salendo un canalino nevoso, parallelo alla cresta sul lato nord, che si può imboccare già al fondo della conca alla base del colletto, anzichè salire fino a toccarlo (pendenze fino a 45° negli ultimi metri).

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Cartografia:
igc n° 7 valli maira -grana- stura
Bibliografia:
Dalle Alpi Liguri alla Val di Susa (Mario Grilli) It.193 Cart.11
gambalesta
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