Castelnegro (Bric di) Cresta della Gava Via anormale

Castelnegro (Bric di) Cresta della Gava Via anormale

Dettagli
Sviluppo arrampicata (m)
90
Esposizione
Sud
Grado massimo
5a
Difficoltà obbligatoria
5a

Località di partenza Punti d'appoggio

Avvicinamento
Dall’abitato di Voltri (raggiungibile in autostrada dal casello di Genova Prà) s’inizia a risalire la Val Cerusa per la strada che costeggia l’omonimo torrente, in direzione dei paesi di Fabbriche e di Fiorino. Superato l’abitato di Fabbriche, si evita di continuare verso Fiorino, e si prende invece una prima deviazione a sx, che scende ad attraversare il torrente, e una seconda a dx, subito dopo il ponte, che risale verso l’alpestre paese di Sambuco (via Osvaldo Moretti).
Al sesto e più secco tornante, poco sotto la boscosa spalletta meridionale del Bric Castelnegro, è possibile posteggiare su un piccolo spiazzo sull’esterno della curva.
Uscendo a monte della stessa, si raggiunge quindi la sommità della spalletta, per breve traccia cha traversa sopra alcune fasce coltivate, in direzione di un più alto albero di pino, che si staglia sopra un meno evidente basamento in muratura (quel che resta dell’antica teleferica in uso al paese di Sambuco, prima che venisse asfaltata la strada carrozzabile).
Da qui, con pochi passi nella macchia (scavalcando un tronco di pino abbattuto e aggirando alcuni arbusti di erica) si può raggiungere l’attaccatura della cresta di rocce dove esce la via. Per raggiungere l’attacco, invece, occorre proseguire perdendo quota sull'opposto versante, ai margini di fasce ormai incolte, fino a raggiungere il letto del torrente. In breve, percorrendo il letto del torrente verso valle, si raggiunge la parte più alta del poderoso basamento della cresta; trascurando l’attacco di una prima via (targhetta “Lunghe ombre”) si scende verso il punto più basso della struttura, alla base di un diedrino di roccia molto lisciata dalle piene del torrente (15min. scarsi dal posteggio).
Note
La via segue la cresta a partire dal suo punto più basso, sfruttando le soste delle vie già attrezzate in loco; ne risulta una linea più discontinua, ma comunque autonoma e piuttosto aerea.
Descrizione

Tiro 1 – 35m
Si vince il liscio diedrino in aderenza, puntando ad una risolutiva maniglietta; in uscita, si risale la cresta di rocce gradinate, fino alla base di un successivo muretto, solcato da una bella lama obliqua rovescia (IV+ poi II; 2 ch. e 1 alberello).
Si segue quindi la lama obliqua verso sx, fino alla sommità del muretto; successivamente, per rocce nuovamente abbattute e ben gradinate, si ritorna verso dx, guadagnando così la seconda sosta della via “Colpo di spada”, posta oltre alcuni massi sporgenti (IV+ poi II; passo atletico da proteggere con friends medio grandi; sosta su 2 spit con anello).

Tiro 2 – 25m
Raggiunta la cengia alberata con l’ausilio di una corda fissa, su ritorna su roccia più compatta, a partire proprio dal grosso arbusto di erica dove la corda stessa è stata ancorata; infatti, una rampetta consente di alzarsi a sx di uno spigoletto, fino ad afferrare una spaccatura che consente di ristabilirsi poi a dx dello stesso (IV+; 1 golfaro e possibilità di successivo nut alla radice della spaccatura). Si attraversa quindi una spalletta con arbusti e spine, per ritornare a salire su bella placca ruvida a sx del filo, e guadagnare così la sommita’ di un primo risalto di cresta (III+; possibilità di friend medio-piccoli; sosta da attrezzare allungando un alberello posto poco sotto la sommità del risalto, oppure, più scomodamente, sulla catena della terza sosta della via “Lunghe ombre”).

Tiro 3 – 15m
Con breve trasferimento si raggiunge il colletto alberato subito a monte della terza sosta della via “Colpo di spada”.
Da qui si attacca il ripido spigolo di un secondo risalo di cresta, subito a dx di un grosso arbusto, avendo cura di rinviare un primo chiodo nel foro ricavato sulla lama (per evitare che lavori in estrazione) e di piazzare un buon nut subito dopo, proprio sotto la parte più verticale dello spigolo (per evitare di “sbandierare” sul passo chiave della via).
In ogni caso, dopo essersi ristabiliti su esile gradino, si afferra una lama a sx, sopra la quale si sale per afferrare il margine di uno scudo di roccia, e raggiungere un più comodo terrazzino (V poi IV; 3 ch.)
Dal terrazzino si prende una bella placchetta abbattuta sempre verso sx, che s’interrompe davanti ad un secco taglio; superato il taglio con abile spaccata, si prosegue quindi verso la sommità del secondo risalto, puntando alla quarta sosta della via “Colpo di spada” (III; 1 alberello sul terrazzino; sosta su 2 spit con catena).

Tiro 4 – 15m
Si percorre quindi la parte più orizzontale della cresta, scavalcando al meglio alcuni blocchi di roccia ben squadrata, fino alla spalletta alberata che decreta la fine di tutte le difficoltà (II con passo III; sosta su 1 spit).

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Storico:
Via aperta da S. Rellini e S. Scali in data 31 maggio 2020, con protezioni tradizionali posizionate dal basso.
rello
06.06.2020
4 mesi fa

Condizioni

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