Castello (Torre) – Spigolo Castiglioni con attacco Camino Est o Fessura Brunilde

Castello (Torre) – Spigolo Castiglioni con attacco Camino Est o Fessura Brunilde
La gita
marcestonex
4 12/07/2025
Accesso stradale
Ampio posteggio sterrato alla fine della strada

Per la relazione consiglio vivamente di seguire quella di “montagnabiellese.com”, è fatta molto bene sia come descrizione della Via che dei gradi; comunque scriverò qui la mia.

Avvicinamento: dal Colle Gregurì (30/35 min dalla macchina di buon passo) occorre scendere e portarsi sotto la parete più o meno dove si incassa, tra la Torre Castello e la Punta Figari. Qui occorre trovare la targhetta metallica di “Alpi Ovest”, posta sotto un lungo diedro tutto a dx, e proseguire qualche metro a sx da questa: si noterà uno spit a qualche metro da terra, è l’attacco della Fessura Brunilde. Molto utile la fotorelazione di “montagnabiellese.com”, con quella non si può sbagliare.

Fessura Brunilde: la Via, eccetto il primo tiro, è evidente e tutta protetta a spit, certe volte relativamente lontani ma comunque nei punti giusti: non necessita di alcuna integrazione, noi avevamo i 3 friend medi BD e li abbiamo portati a spasso. Occhio alla roccia nei primi tiri, qualcosa muove e alle volte anche roba grossa.

Tiri:
– L1: si sale la prima paretina protetta da un fix e si prosegue in diagonale ascendente a sx per cengie e muretti sporadicamente protetti da vecchi chiodi e cordoni fino alla sosta; tiro di quasi 60mt, occhio ai tiraggi delle corde!
– L2: Si sale dentro l’evidentissimo e facile camino protetto a spit fino ad una sosta su terrazzo a dx.
– L3: Si continua nel camino con relativa tecnica adeguata fino ad un piccolo masso incastrato, dove si esce e per placca si raggiunge la sosta.
– L4: Si rientra nel camino e si prosegue fino a che non si apre e si divide in 2 fessuroni: seguire quello di sx e, quando anche questo si divide, stare logicamente alla sua dx su grossa lama fino alla sosta su un terrazzo a dx.
– L5: Si riprende la fessura puntando uno spit, si svalica sullo spigolo e molto facilmente (ma senza protezioni) si giunge alla sosta alla base dello Spigolo.

Spigolo Castiglioni: su questi 3 ultimi tiri serve un po’più di intuito alpinistico, che si spera chi giunge fin qua abbia; la Via è comunque molto (fin troppo!) protetta nelle prime 2 lunghezze e purtroppo sono presenti anche alcuni spit lungo i tiri: su un itinerario di questa portata storica stonano proprio, data anche la grande quantità di chiodi buoni in via. Anche qui decisamente inutili le integrazioni. In ogni caso l’arrampicata è molto bella e la roccia molto buona.

Tiri (seguendo la numerazione dalla Fessura Brunilde):
– L6: ci si porta su una bellissima placca a dx della sosta che si sale seguendo i chiodi presenti; poco prima di un invitante chiodo in una fessura in alto occorre traversare a sx (ben protetto) e con passo delicato traversare al di là dello spigolo, da dove con alcuni movimenti atletici si arriva in sosta.
– L7: qui, prima della descrizione del tiro, ho un piccolo mugugno da buon genovese: capisco Castiglioni e Bramani che nel ’36 dovevano cercare l’itinerario più semplice e hanno compiuto questo giro sulla parete per passare, ma al giorno d’oggi con le scarpette ai piedi, le protezioni mobili e tutto si potrebbe proprio fare una bella variante diretta alla sosta senza compiere aggiramenti strani.
Detto ciò, si sale dalla sosta ad un chiodo con cordone blu (male infisso) da dove si traversa in diagonale ascendente verso 2 spit consecutivi; si prosegue ancora a sx lungamente fino ad aggirare uno spigoletto seguendo parecchi chiodi, si prosegue in verticale e giunti ad un altro chiodo si traversa a dx fino alla sosta posta SOTTO E A DX rispetto ai ciuffi d’erba indicati, e non sopra: mi è toccato disarrampicare 2mt per raggiungerla. In generale questo tiro è decisamente troppo protetto, per evitare tiraggi delle corde coi giri che fa ho dovuto saltare più o meno la metà dei chiodi presenti.
– L9: facilmente sopra la sosta si punta ad uno spit molto alto (l’unico presente) e si prosegue leggermente a sx per uscire sul pianoro sommitale.

Discesa:
Varie possibilità, io conoscevo quella dalla Via “Diagonale Est” che è ben descritta sia qua che su altre relazioni e non starò a ridescrivere, comunque molto comoda, veloce e logica.

Rientro per il percorso d’andata.

Con Elisa, finalmente vengo a fare questa Via che volevo percorrere da tempo: pienamente soddisfatto dall’arrampicata, un po’meno dalle difficoltà: ha la nomea di essere una via difficile, ma nella realtà dei fatti non ci sono passaggi duri o sprotetti, anzi sono presenti fin troppe protezioni anche moderne soprattutto sullo spigolo che la snaturano un po’. Comuqnue molto bella e pensare che l’abbiano aperta nel ’36 fa veramente venire i brividi!

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