- Accesso stradale
- Ampio posteggio a Viozene
La Gita è fin troppo ben descritta nell’ottima relazione. Mi limiterò giusto a dire 2 o 3 cosette in più che non si leggono spesso in giro:
– È stato tracciato un nuovo sentiero per arrivare al primo pianoro, che evita la prima ripidamente spalla e sale in maniera decisamente più tranquilla: bisogna seguire la sterrata oltre il Rifugio Mongioie e, all’altezza di un ometto sulla dx, prendere un grosso sentiero che sale fino al pianoro intermedio; da lì per la solita salita, prima verso sx e poi dritti su, fino alla base della parete. Circa 1h di buona lena dal Rifugio;
– Il tiro chiave è il secondo, che per continuità potrebbe anche essere qualcosina di più di 6a;
– La via è tutta di placca iperabrasiva e ben poco presata: tanti piedi, ma in certi punti non c’è davvero niente!
– Ad L5 abbiamo fatto la variante dx: usando le zolle di terra le difficoltà potrebbero essere attorno al 6a, ma onestamente il tiro non vale la candela: anche dopo, si deve percorrere un bel pezzo di prato ripido per arrivare in sosta. L’uscita originale, per quanto più semplice, così ad occhio perlomeno sembra tutta su roccia;
– Per le doppie, si fa tranquillamente in 3: da S5 si arriva comodamente a S5 a S3 (poco meno di 55mt), da S3 a S2 e da S2 a terra.
Bellissima via su placca stratosferica, purtroppo l’unica della giornata visto il classico nebbione pomeridiano e la conseguente pioggerella. Con Bea a tiri alterni!