Brenva (Aiguille de la) cresta SO e traversata

Brenva (Aiguille de la) cresta SO e traversata
La gita
abo
4 23/08/2024
Accesso stradale
Park gratuito all'hangar
Traccia GPX

Partiti con la benna delle 6:45 fino al Pavillon, sentiero veloce ma abbastanza a cala&munta fino al belvedere. La salita della dorsale Sud del Mont de la Brenva non ha passaggi obbligati e si sale un po’ dove si vuole. Comodi i fix dove si devia a sx, non tanto per proteggersi ma per capire di essere nel giusto. La discesa lato Brenva è abbastanza ripida e con qualche tratto delicato ma le doppie si disarrampicano senza problemi, sia quelle alte che quelle basse. Nevaio in neve morbida, noi avevamo dei ramponcini ma con il caldo del periodo si passa tranquillamente senza. Calcolare non meno di 2h30 (a meno di essere dei razzi e conoscere il percorso), si traversa tanto e si perdono 350m. Evidente il grande canale-camino da risalire nella parte bassa: noi siamo stati prima un po’ a sx e poi dentro, fino ad uscire sulla dx. Via via che si sale la roccia diventa più bella, compatta ed esposta, con fix utili per capire dove passare e trovare i passaggi più belli. Il tiro di V+ è abbastanza “ricercato”, parte bassa decisamente fisica mentre in alto va a prendere 3m di placca liscia e di roccia rotta, che noi abbiamo saggiamente evitato a sx (si evita l’ultimo fix e si ritorna subito sopra). La parte centrale e superiore della cresta è davvero bella, a picco sulla parete Sud e con panorama impareggiabile sul versante SE del Bianco. Dalla piattaforma dell’anticima ancora un bel passaggio esposto porta all’ometto di vetta, raggiunto alle 12.30. Breve pausa di 15min e poi via con la seconda gita (anzi terza, visto che già l’approccio è un bel viaggio). Subito una prima calatina, poi tratto esposto e quindi calata dai cordini evitabile disarrampicando con attenzione. Il tratto seguente non è esposto, di più… se cade una pietra verso E arriva direttamente nel nevaio a base parete, circa 400-500m più in basso. 1 calata brevissima e una più lunga scomoda in diagonale plein gaz porta alla base della boite aux lettres (stretta stretta), scomodo il gradino del chiodo con cordino e poi altra calata in diagonale che porta alla base della cima Nord: risalita per nulla banale, esposta e su roccia da controllare. Con mezza da 60m conviene fare tutte e 3 le doppie lato Nord, anche se la prima sembra cortissima. Emozionanti i chiodi da mina sulla fessura che solca lo spigolo Nord, ancora più emozionante è stato tirarli e salirci sopra per risalire 10m e andare a scastrare la corda che ci si è incastrata nell’ultima calata (lasciato un moschettone blu su chiodo). Attenzione dalla calata del colletto a calarsi prima nel camino e poi decisamente verso sx sotto un tettuccio, non farsi invogliare dalla sosta a dx (noi abbiamo fatto così ma poi abbiamo dovuto fare la doppia storta della Papa Giovanni). Prese le calate si scende abbastanza agevolmente, soste nuove ogni 20-25m, le prime ripide ma discontinue, le centrali appoggiate e le ultime in placca ripida decisamente più scorrevoli e veloci. Una calata tra parete e neve ci ha permesso di arrivare molto giù in una comoda piattaforma nevosa oltre lo spigolo di dove parte la Papa Giovanni. Ovviamente così facendo la corda ci si è incastrata nella terminale ma è bastato risalire su neve per tirarla da sopra e scastrarla. Comodi nevai a scendere nelle prima parte di vallone (occhio peò ai buchi) e poi lungo traverso non così scomodo fino a ritrovare il sentiero. Al Pavillon alle 18.10, une sacre bambée!
Materiale usato: mezza da 60m (metà sempre nello zaino, anche le calate in cresta si fanno con 35m di corda fuori), set di friend 0.3-2BD, 6 rinvii, cordini. Ramponi e picca al momento assolutamente non indispensabili ma basta che la neve tiri un po’ e lo diventano.

Con Pietro, finalmente carico a pallettoni!

Link copiato