- Accesso stradale
- Solito cantiere dopo Iselle
- Osservazioni
- Visto valanghe lastroni esistenti
- Neve (parte superiore gita)
- Polverosa pesante
- Neve (parte inferiore gita)
- Bagnata
- Quota neve m
- 1900
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
Scelta obbligata sia per la meta (itinerario non interessato dalle esercitazioni militari) sia per il giorno, unica finestra di bello in tutto il weekend lungo. A dire il vero alle 7.00 piove ancora su tutta la zona del Sempione e siamo quasi dell’idea di rinunciare; non del tutto convinti cominciamo a salire tra le nuvole su neve non rigelata. Il traverso ci dà ancora qualche pensiero, con la scarsa consistenza della neve che riguarda anche gli strati inferiori e probabilmente i pendii dell’Hübschhorn che causa le nuvole non vediamo ancora. In molti sono già passati e alla fine decidiamo di continuare; la scelta si rivelerà indovinata in vista del ghiacciaio di Homattu quando finalmente il cielo comincia a rasserenarsi come previsto. La traccia esistente percorsa dalla maggior parte dei presenti si avvicina pericolosamente al versante Nord-Ovest dell’Hübschhorn; decidiamo quindi di seguire il gruppo di scialpinisti Friborghesi accompagnati probabilmente da una guida che traccia un percorso alternativo più prudente. Dalla quota di circa 2600 m la neve non presenta più tracce della pioggia; il manto recente, per uno spessore di 20-30 cm ha subito gli effetti del vento e delle temperature piuttosto alte. Si arriva in vetta sci ai piedi, dopo aver aggirato la cornice del Breithornpass quest’anno più alta del solito. Pochi metri sotto la vetta, sul versante Sud-Est si nota un recente scaricamento a lastroni con un fronte di un centinaio di metri; il punto del distacco viene sfiorato in fase di discesa da qualcuno evidentemente poco prudente. La discesa, iniziata verso mezzogiorno, si svolge dapprima su neve polverosa compattata dal vento, faticosa ma abbastanza divertente; dopo l’Homattupass la neve è molto bagnata e pesante, si avverte comunque la presenza di un fondo ancora compatto. Al ritorno il traverso è meno preoccupante di quanto è stato all’andata, anche grazie alle numerose tracce. Appena passati osserviamo una valanga a pera di grandi dimensioni partire dal versante Sud-Est del Mäderhorn e raggiungere quasi il fondo della valle. In tutta la zona comunque si notano grossi scaricamenti più o meno a tutte le esposizioni; anche visti gli sviluppi del meteo per i prossimi giorni conviene attendere un buon assestamento prima di affrontare percorsi potenzialmente a rischio.
Gita in compagnia di Andrea; Per noi è una classica che talvolta può essere considerata “di ripiego”; non dimentichiamo però che si tratta di una gran gita per ambiente, panorama e qualità del percorso, come testimoniano le decine (forse un centinaio) di persone oggi in vetta, provenienti da mezza Svizzera e da mezza Italia, persino un gruppo di britannici che si fotografano in cima con l’Union Jack.