- Accesso stradale
- Impervio, meglio usare auto agili su sterrato e con fondo alto.
- Osservazioni
- Nessuno
- Neve (parte superiore gita)
- Polverosa pesante
- Neve (parte inferiore gita)
- Crosta da rigelo non portante
- Quota neve m
- 1300
- Equipaggiamento
- Scialpinistica
- Traccia GPX
Partiamo dal parcheggio di Labbio alle 9 e qualcosa con 9 gradi e cielo velato. Saliamo a San Bernardo fiduciosi di trovare la neve poco sopra. Invece, solo prati. Incontriamo la prima neve a 1250 e calziamo gli sci a quota 1350 per iniziare la salita con temperatura mite, cielo coperto e neve dura. Aggiriamo le roccette a quota 1700 passando sulla destra e poi sempre sulla cresta con brevi zig zag e tante inversioni. Arrivati in vetta preferiamo per prudenza non scendere verso l’Alpe Palù ma tornare all’anticima per scendere il versante nord. Torniamo sulla dorsale verso quota 1850 e da lì scendiamo seguendo la traccia di salita, su neve prima crostosa e poi sempre più sfondosa. La neve è tanta dai 1700 in su e appare ben assestata. Non si vedono distacchi spontanei, se non pochi e isolati su alcuni tratti del versante sud molto ripido che dà verso il lago.
Gita bellissima e impegnativa, da fare solo con neve sicura perchè la traccia è sempre esposta a pendenze decise. Panorama senza pari e opportunità di fotografie d’autore.
Poche persone sul percorso. Noi in otto, abbiamo anche apprezzato il portage iniziale e finale, che si fa chiacchierando e godendo dell’ambiente quando si alza lo sguardo. Dopo 37 anni, e al terzo tentativo, finalmente arrivo in cima con gli sci.