Note
Storico
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Via di arrampicata artificiale su roccia molto friabile nella prima metà e molto migliore nella parte alta. Da evitare nei weekend per scariche sassi sulle falesie e sentieri sottostanti. L' arrampicata e' abbastanza laboriosa e delicata,richiede molto tempo, almeno 10 o 12 ore, regolarsi di conseguenza.
Normale dotazione alpinistica personale da artificiale Molti rinvii e fettucce per strozzo chiodi. Indispensabili 2 staffe e fifi per ogni componente della cordata. 1 o meglio 2 serie di friend (n.4/5/6 Camalot indispensabili), nut, tricam, e 15 chiodi di vario tipo (angles e universali morbidi medio grandi).
La prima e la seconda lunghezza presentano molti tratti di roccia friabile, dove occorre prestare molta attenzione ma la qualità della roccia migliora salendo(ultimi due tiri).
L’ultimo tiro regala roccia solida a tal punto che alcuni passi possono essere superati in arrampicata libera.
50 chiodi mosti in via. Qualche nut martellato, Spitrock rari, Tutte le soste hanno almeno un fix 10mm.
Avvicinamento
Normale dotazione alpinistica personale da artificiale Molti rinvii e fettucce per strozzo chiodi. Indispensabili 2 staffe e fifi per ogni componente della cordata. 1 o meglio 2 serie di friend (n.4/5/6 Camalot indispensabili), nut, tricam, e 15 chiodi di vario tipo (angles e universali morbidi medio grandi).
La prima e la seconda lunghezza presentano molti tratti di roccia friabile, dove occorre prestare molta attenzione ma la qualità della roccia migliora salendo(ultimi due tiri).
L’ultimo tiro regala roccia solida a tal punto che alcuni passi possono essere superati in arrampicata libera.
50 chiodi mosti in via. Qualche nut martellato, Spitrock rari, Tutte le soste hanno almeno un fix 10mm.
Da Reggio Emilia raggiungere Castelnovo Ne’ Monti e seguire le indicazioni per la Pietra di Bismantova e parcheggiare nel piazzale Dante (fine della strada).
Dal parcheggio salire la scalinata che conduce all’Eremo e seguire le indicazioni per la via ferrata. Raggiunta la parete oltrepassare il “Pilone Giallo” entrando così in quello che è il settore “Est”. Passare all’interno di un buco. L’attacco è situato in corrispondenza del punto in cui il sentiero diviene nuovamente pianeggiante (in comune con la via Eta Beta).
Descrizione
Dal parcheggio salire la scalinata che conduce all’Eremo e seguire le indicazioni per la via ferrata. Raggiunta la parete oltrepassare il “Pilone Giallo” entrando così in quello che è il settore “Est”. Passare all’interno di un buco. L’attacco è situato in corrispondenza del punto in cui il sentiero diviene nuovamente pianeggiante (in comune con la via Eta Beta).
- 1° tiro: alzarsi per pochi metri stando a destra della pianta; mediante una fessura (molti tratti friabili) salire sino a raggiungere la sosta che è situata a destra dei tetti della via Eta Beta. 50 Mt., A2.(Diversi vecchi chiodi artigianali in loco, un fix a metà)
- 2° tiro: alzarsi lungo il diedro strapiombante ( tratto forse franato in uscita, molto sporco e friabile),continuare lungo un diedro a campana che evita verso destra il sovrastante strapiombo e che conduce alla sosta (scomoda) situata sotto un tetto bianco. 30 Mt., A2, V+.
- 3° tiro: data la scomodità della sosta, conviene effettuare una breve lunghezza e raggiungere una sosta più comoda sulla destra. Dalla sosta, mediante una stretta e scomoda cengia raggiungere una sosta a fix (necessario strisciare). Continuando sulla cengia, ora più ampia è possibile raggiungere la via Oppio (eventuale via di fuga). 10 Mt., III, II.
- 4° tiro: ritornare a sinistra e mediante un diedro fessurato giallo e friabile alzarsi per circa 5 metri. Sfruttando i chiodi a pressione, spostarsi a sinistra e proseguire lungo la compatta placca grigia sino a raggiungere la comoda sosta. 40 Mt., II, III, A2.
- 5° tiro: proseguire in verticale lungo la fessura-diedro sfruttando talvolta degli arbusti sino a raggiungere la sommità. 35 Mt., A2.
- Discesa: Dalla sommità è possibile scendere seguendo il comodo sentiero (n. 697bis e 697) che passa sul versante sud-ovest della Pietra.
Si tratta di una delle più repulsive vie della Pietra di Bismantova, dove gli amanti dell'artificiale troveranno sicura soddisfazione.
L'itinerario ad oggi conta poche ripetizioni (una salita solitaria è stata compiuta da G. Colombani) e la direttiva di salita è data da una fessura che sale ininterrotta dalla base alla cima. I primi salitori (R. Montanari e A. Pandolfo - 1980) la superarono completamente in artificiale con cunei, chiodi normali e solo 5 chiodi a pressione.
L'itinerario ad oggi conta poche ripetizioni (una salita solitaria è stata compiuta da G. Colombani) e la direttiva di salita è data da una fessura che sale ininterrotta dalla base alla cima. I primi salitori (R. Montanari e A. Pandolfo - 1980) la superarono completamente in artificiale con cunei, chiodi normali e solo 5 chiodi a pressione.
- Bibliografia:
-
Libro Guida di arrampicata della Pietra di Bismantova (Versante Sud) .
Www.Sassbaloss.com
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