Ore 00.30 colazione, ore 01.00 usciamo dal rifugio con una fitta nebbia e uno scarso rigelo che fortunatamente si rivelerà tale solo su questo tratto di avvicinamento. Saliamo al Col de la Fourche con buona neve e dal bivacco effettuiamo due calate da 25 mt circa, dopodichè (viso a monte) ci spostiamo verso sinistra dove ci sono delle rocce con un chiodo da verificare; non avendo corde lunghe la terminale l’abbiamo superata stando sulla sinistra (viso a monte) seguendo un vago canalino dove c’è stato un recente scaricamento ed alla cui base si è formato un piccolo cono di neve.
I crepacci coperti sul ghiacciaio della Brenva, le buone condizioni di rigelo della variante Gussweld e dello sperone ci permettono di risalire molto velocemente. Per uscire sul colle della Brenva, dall’isolotto roccioso ci siamo spostati dapprima in diagonale verso destra superando un tratto più verticale (usatndo un paio di viti), poi zigzagando per la via più semplice tra le fratture dei serracchi sommitali, fino a traversare decisamente verso destra (esposto) alla base di un muro ghiacciato.
Vento molto forte in vetta al Monte Bianco. Discesa infinita per la via dei Trois Monts.
Pernottamento al rifugio Torino ottimo con una gestione e un’organizzazione molto efficiente. Il bivacco era pieno con tutti i presenti diretti sulla cresta Kuffner. Una bellissima ascensione! Con Mauro.
Gaston Rébuffat così scrive della salita al Monte Bianco dallo Sperone della Brenva:
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