Bianco (Corno) dalla Val Vogna per il Rifugio Carestia

Bianco (Corno) dalla Val Vogna per il Rifugio Carestia
La gita
andrea81
3 13.09.2020
Accesso stradale
divieto oltre a Ca' di Janzo da giugno a settembre, posteggi a bordo strada

Si parte da Ca’ di Janzo in quanto da giugno a settembre è vietato proseguire oltre (c’è un servizio navetta volendo). Quindi avvicinamento all’inizio del sentiero di circa 3 km, con una breve discesa sulla strada, e poi finalmente si sale, senza respiro o quasi fino al bel Rifugio Carestia (fontana).
Dopo il rifugio si può rifiatare con un lungo traverso, per poi raggiungere il Lago Bianco, dopo il quale la salita riprende veramente faticosa per la pendenza, tutto sommato su buon sentiero fino al Lago Nero. Pendio per arrivare alle catene ancora più ripido e poi ecco la paretina rocciosa attrezzata: a mio parere vista anche la roccia piuttosto umida e a tratti non molto appigliata conviene avere imbrago e longe per sicurezza (specie in discesa). Catena comunque utile e indispensabile. Oltre si riprende a camminare, sempre su terreno ripido ma facile per poi passare ad una zona con roccette molto camminabile. I due canalini conclusivi per arrivare alla cresta non danno problemi, io il secondo l’ho aggirato a sinistra restando su roccia chiara molto solida e ben gradinata. La cresta presenta subito i passaggi più “ostici”, su una specie di placca inclinata non molto appigliata ma grippante, dopodichè il percorso diventa più facile tra sentiero e facili gradoni fino alla cima, dove purtroppo la visibilità è stata scarsa.
Giunto in poco meno di 5 ore dalla partenza.
Non indugio troppo visto che non c’è più nessuno e mi avvio in discesa, qualche perplessità solo sulla placca e poi nessun problema fino alle catene, che richiedono la giusta attenzione anche se imbragati (la catena è molto allungata) specie nel muretto iniziale molto verticale.
Poi il lungo rientro su sentiero che in discesa non si rivela particolarmente scorrevole, sicuramente poco curato. La stradina….beh se ne farebbe anche a meno.

Gita condizionata dalla nebbia da metà mattinata (non prevista) e dal gran caldo specie nella parte bassa del percorso. Devo dire che non mi ha entusiasmato come itinerario perchè si rivela abbastanza monotono per 3/5 fino ai laghi. Poi più divertente sopra. Consiglio imbrago e longe ed anche il casco in caso di gente sul percorso, mentre visto molta gente con scarpette leggere e nessuna attrezzatura. Una dozzina di persone incontrate, di cui il CAI di Ghemme che ha riposizionato in cima la statua della Madonna. Condiviso parte della salita con due ragazzi che poi si sono arresi a 3000 m.

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