- Accesso stradale
- Parcheggio 3 €
Gita impegnativa per la lunghezza assolutamente da non sottovalutare
Le relazioni precedenti sono da prendere con le pinze visto che si passa da un estremo all’altro
Noi ci abbiamo messo 1.30 h al rifugio e quasi 2 h all’attacco, più di 6 h per raggiungere la vetta.
Raggiunto l’attacco (2 spit+cordone) abbiamo fatto un tiro di 45 m fino ad arrivare a una sosta (2 chiodi o sperone) da qui in conserva per circa 150 m su terreno facile fino ad arrivare a una sosta a spit con catena sulla cresta. Seguire il filo di cresta per alcune lunghezze e poi dove si vede una cengia che taglia la parete di dx (ometto a metà cengia) si traversa sull’altro spigolo dove si incontra dopo pochi metri una sosta. Da qui proseguire sempre sul filo di cresta per diverse lunghezze (in una si può tagliare un torrione sulla destra per un cengione per poi riprendere il filo dopo. In un altra si vede un ometto sulla destra che conduce a una paretina verticale facile)
Non ho contato i tiri ma saranno più di 15 tutti da 45 m per dare un’idea indicativa della lunghezza.
Alla fine dello spigolo sulla sinistra una cengia (prima stretta poi si allarga) permette di evitare la crestina esposta ed aerea portando quasi alla vetta più alta che si raggiunge con una ventina di metri di cresta (roccia delicata) una doppia e si arriva facilmente alla madonnina.
Noi abbiamo fatto la via quasi tutta a tiri anche perché le soste a spit sono molto invitanti [una conserva lunga può essere una valida opzione se si è una cordata affiatata ma comunque a parer mio per essere davvero incisivi come tempi e fare le cose in sicurezza bisognerebbe portare molte più protezioni].
La roccia è bella per essere una via alpinistica in una parete come quella, bisogna fare attenzione ma non è assolutamente una roccia orrenda come dicono alcune relazioni .
Per la discesa noi siamo scesi dalla “Balduino”
Si scende per un buon tratto la normale ben segnalata per rocce esposte ma facili
(Possibilità di fare una doppia su un ancoraggio a spit) fino a dove non diventa un sentiero e puntare a un colletto con due evidenti bolli gialli su una pietra dove si incontra uno spit con anello di calata.
Con tre doppie da 40/45 m di arriva a una cengia che si attraversa a piedi (ometto 50 m) per poi scendere seguendo alcuni bolli gialli fino a incontrare la sosta a spit che con 9 doppie sullo spigolo porta al nevaio sottostante (necessari i ramponi per scendere i 150 m circa di nevaio) che riportano alla cengia di attacco della via.
Come materiale abbiamo usato una corda da 50 m con un cordino da recupero per le doppie
Serie di friend 0.3-1 alcune fettucce e 5 rinvii, ramponi per la discesa
Abbiamo sicuramente sottovalutato la gita non per le difficoltà ma per la lunghezza complessiva, siamo partiti all’alba e siamo tornati con le stelle
Comunque l’ambiente e la salita sono assolutamente meritevoli rendendola una gita di grande soddisfazione