Bertrand (Tete de) Pente de la Jaline – couloir en S di destra

Bertrand (Tete de) Pente de la Jaline – couloir en S di destra
La gita
fedeneg
5 18/03/2007
Accesso stradale
ultimio tratto fino a Basse Saulce con fuoristrada, molto ghiaccio
Osservazioni
Nessuno
Quota neve m
1400

Grazie al fuoristradino tuttopepe di Enrico, e ad un Enrico incredibile nella guida (a sciare è in gamba, ma col fuoristrada… avete presente Biasion?), che si è sobbarcato 2 giri sull’ultimo tratto di strada, siamo sbarcati tutti e 6 a Basse Saulce. Per me brutto inizio: zaino dimenticato a casa.
Andrea Bumbum mi rifila un suo vecchio zainetto invicta di quelli per andare di pomeriggio al corso di musica, un buco enorme su un lato, ma a caval donato…
Con una bottiglietta da 1/2 lt di powerade, un guanto mio ed uno di recupero di Andrea, occhiali di recupero rigatissimi e senza ramponi mi convincono a muovermi dalla macchina.
Già arrivare sotto il pendio è un bel viaggio, ma ne vale la pena. La Jaline non è innevatissima, ma il canale a S di dx. sembra perfetto.
Fine che la neve sfonda, gli amis mi convincono a salire.
Enzo Cardonatti ed Enrico Biasion salgono alla sella di destra, Jerome, Andrea, il Guru ed io alla Jaline.
Jerome ed Andrea ci precedono, loro ci hanno il turbo nella gambe, sono uno spettacolo in salita.
Iniziano il pendio: lasciano una bella impronta da neve fresca: bene, posso salire senza ramponi… fin che dura…
Dura fino a 200 m. dalla punta, dove un traverso ghiacciato mi consiglia di fermarmi.
Andrea a Jerome sono ormai su, Enzo Ala li raggiunge. Io resto fermo a gelare per quasi un’ora, poi finalmente vedo Jerome arrivare. Capisco che la neve è molto farinosa quando mi fa una serie di curve proprio sopra la testa facendomi arrivare addosso un fiume bianco che mi porta via lo zaino per qualche metro verso un saltino.
Sì, in qualche modo sono riuscito anche a ficcare gli sci sullo zainetto invicta, incredibile.
Jerome, molto gentilmente, mi salva la gita e mi presta i suoi ramponi, tanto lui non ne ha più bisogno.
Do il tutto per tutto e velocemente giungo anch’io in vetta.
In discesa la neve è da urlo, 800 tutti d’un fiato in polvere a tratti lievemente pressata. Uno sballo.
Un po’ meno il metti-togli gli sci fino all’auto, seguendo il sentiero estivo. Forse sarebbe stato meglio ritornare per il fondovalle. Chissà.
Alla macchina alle 18:30, con mamme, mogli, fidanzate, nonne e amanti un po’ in pensiero.
Gran bella gita, lunga ma molto bella, consigliabilissima a tutti i ripidisti goderecci.

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