Berrone Stefano (Bivacco) da Salbertrand per il Forte Pramand e la Galleria dei Saraceni

Berrone Stefano (Bivacco) da Salbertrand per il Forte Pramand e la Galleria dei Saraceni
La gita
andrea81
4 22/08/2025
Accesso stradale
ampio posteggio nell'area sportiva di Salbetrand
Equipaggiamento
MTB

Partito da Salbetrand, un po’ di asfalto come riscaldamento e poi lo sterrato sempre su buone pendenze. Fondo così così, tratti belli alternati ad altri un po’ sassosi verso il Pramand, è stata messa a posto per i fuoristrada dopo le ultime alluvioni, ma non è proprio scorrevole. Il fondo diventa bello a 2 km dalla colletta, quando si passa sul versante boscoso del forte. Dalla colletta breve deviazione per salire sulla spianata del forte, gran punto panoramico.
Proseguito per la galleria dei Saraceni, parecchia acqua ed un po’ di pioggia interna, ma nessun problema eccetto la solita pozza verso l’uscita dove se non si fa attenzione ci si finisce dentro.
Molto buono il fondo oltre, anche per la sempre impegnativa salita al Col Basset, fondo terroso molto scorrevole. Da qui sul bel sentiero a mezzacosta, quasi tutto pedalabile fino al colletto Vin Vert ed oltre, poi raccordato al sentiero per il bivacco nel vallone sottostante, bisogna spingere un po’ ma c’è solo un brevissimo punto faticoso, per il resto le pendenze sono dolci ed in vari punti si pedala anche in salita.
Per la discesa io ho optato per il sentiero del vallone dell’Argentera, molto bello e scorrevole, anche abbastanza “pulito” grazie ai passaggi delle mtb che non sono così rari da quando è stato collocato il bivacco. Rientrato alla strada militare, ho proseguito in direzione Bardonecchia fino al bivio per le Grange la Roche, da dove sono sceso a Savoulx per la polverosissima strada sterrata. Rientro poi a Salbetrand per statale, circa 8 km.

Bellissimo itinerario, alternativo (almeno in parte) allo Jafferau, e che ho improvvisato un po’ per caso una volta raggiunta il Col Basset. Dopo di me è arrivato un ragazzo in ebike, che fino al bivacco è rimasto quasi sempre in sella. Poi ha proseguito per il Vallonetto ma questa è un’altra storia. Merita di diventare una classica della zona.

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