Beccher (Cima) da Piamprato

Beccher (Cima) da Piamprato
La gita
Accesso stradale
Parcheggio pulito
Osservazioni
Visto valanghe a pera esistenti
Neve (parte superiore gita)
Polverosa
Neve (parte inferiore gita)
Primaverile/trasformata
Quota neve (m)
1400
Equipaggiamento
Scialpinistica

Ore 7:30, Piamprato.
Sci ai piedi. -2°C. Rigelo notturno da manuale, quello che ti fa dire: “oggi si vola”. Il signoratore canavesano si presenta in formazione d’élite con Elisa e Valentina, cariche a pallettoni, mood: conquista alpina.

Partenza elegante, passo regolare, sole che scalda ma non disturba, zero vento — il meteo oggi voleva farsi perdonare qualcosa (tipo la non gita al Colombo di sabato)
Scegliamo la dorsale di destra, quella un filo più cattiva, un po’ ghiacciatella… ma con i rampant ai piedi sembravamo tre cingolati da guerra. Un filo di ravanage in salita, giusto per ricordarci che non siamo in pista a Cervinia, ma roba da veri intenditori.

Dai 2400 in su iniziamo a vedere LEI.
Neve fresca.
Quella caduta nei giorni prima.
Gli ultimi 500-600 metri erano una promessa indecente: farina che ti guarda e ti dice “fidati di me”.

Arrivati in punta: panorama spaziale.
Cielo sereno sopra di noi, mentre il Canavese sotto coperto da una nuvolaglia un po’ rosicona. Foto di vetta con sorriso da pubblicità del burro di malga.

E poi… la discesa.

Parte alta: 500-600 metri di FARINA VERA.
Curve che uscivano da sole, sci che galleggiavano come motoscafi. Roba da gridare nel casco che non avevo.

Parte centrale: trasformata primaverile da manuale, firn compatto, liscio, godurioso. La sciata da signori, quella con la postura elegante.

Sarebbe stata una gita da 5 stelle piene, se non fosse che la neve quest’anno è più tirchia di uno che offre il caffè solo quando tocca agli altri. Il caldo dei giorni scorsi ne ha mangiata parecchia, quindi qualche tratto spelacchiato c’era.

E infatti… piccolo momento “documentario survival”.
Seguendo vecchie tracce di discesa ci infiliamo in un canalino simpatico come una cartella esattoriale.
Un po’ di gava e buta con gli sci in spalla, ravanage creativo, tecnica “passo del camoscio nervoso”. Ma nulla che abbia scalfito l’onore della spedizione.

Nel complesso?
Gita da sognatori veri.
Compagnia top, condizioni sopra le aspettative, zero vento, doppia qualità di neve e pure il panorama deluxe.

Cima Beccher timbrata con stile.

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