Bella gita in ambiente selvaggio come pochi. Avvicinamento al Lungin per un sentiero non sempre evidente, quindi la calata la colle ed i due tiri che racchiudono tutte le difficoltà tecniche del percorso: l’affilato filo di cresta ed il muro di IV. Entrambi i passaggi sono comunque ben appigliati.
Dopo, le difficoltà sono continue ma modeste, con la possibilità di seguire il filo di cresta su rocce non sempre affidabili, o le cenge erbose lato Rodoretto. Le difficoltà si mantengono anche durante il primo tratto di discesa lungo la normale fino al colletto, che noi abbiamo raggiunto disarrampicando. Da lì il sentiero scende sulla dorsale erbosa, impossibile sbagliare anche se la traccia è vaga.
Strada dissestata, sentieri vaghi, nessuno in giro, nebbia in vetta, roccette inaffidabili e cani da pastore aggressivi: praticamente tutti gli ingredienti per una bella avventura!