- Accesso stradale
- Poco park a Forzo
Di ritorno dalla cresta SE del Monveso opto per non scendere dallo schifo del canale e proseguire in cresta verso la Roccia Azzurra. La fessura sopra il colle è davvero bella e divertente, molto più facile di quello che sembri da sopra. Caratteristico il camino che permette di uscire lato Sud e proseguimento esposto e non evidente per riuscire a riprendere il filo dopo aver evitato il tratto marcio in cresta (sembra davvero debba crollare da un momento all’altro). Una volta sull’anticima la salita dell’ “ago” sommitale sembra impossibile, in realtà aggirandolo lato N il tutto prende un altro aspetto: la salita nei pressi del triangolino del CAI si svolge su bella roccia e non è niente di impossibile, la cima è davvero suggestiva e non più larga di 1m! Ho lasciato un fettuccione verde per poter scendere con una breve calata (meglio farla lato N che lato E come ho fatto io, troppo scomoda e strapiombante). Discesa della cresta S in principio sfasciumosa e noiosa, poi forse migliora (o forse è che ci si abitua), comunque si fa al 98% faccia a valle (mai oltre il II+). Canale di discesa verso sx evidente ma ahimè già completamente secco… al suo termine mi sono poi spostato subito a dx alla ricerca degli ultimi nevai residui. Discesa lunghetta nell’infinita pietraia e pratoni ripidi fino al Pian della Valletta. Al fondo del piano (invece di scendere dal casotto Muanda) ho tagliato verso dx fino a prendere il sentiero del bivacco: più diretto rispetto al sentiero che passa dalla Muanda ma con diversi cala&munta su pietraia scomodi. Ritorno a Forzo lungo ma per fortuna ombroso nel bosco nell’ultima parte!
Bella combinazione di cime, decisamente lunghetta fatta in giornata (2300m D+ e 24km) ma con panorami e ambienti di prim’ordine, soprattutto la zona del Piano è davvero un (gran) paradiso!